Uno, nessuno e centomila: (illustrato)

Di cosa parla questo libro? Parla di follia. Ma non si tratta di una follia malata, dalla quale il lettore possa sentirsi al sicuro e inattaccabile. Questa è una follia intima, che parte dall’indagine di sé, dalla frivola ma drammatica ammissione che sì, i contorni che definiscono la nostra personalità non ci appartengono, ma sono nelle mani degli altri. Pugni infantili stretti da un sentimento di pretesa, strangolano la nostra forma dando vita a maschere grottesche per quanto appaiono realistiche. Ma non finisce qui, perché se pensiamo di poterci confortare all’idea che all’interno dei nostri confini siamo pur sempre noi, così come ci conosciamo, non facciamo che applicare la stessa brutale richiesta di coerenza.
Pensiamo di conoscere noi stessi e allo stesso tempo di tenere a bada ciò che siamo per gli altri, ma ecco che la scoperta di un nuovo punto di vista, ingiurioso per quanto inaspettato, ci fa vacillare: così cominciano le follie di Vitangelo Moscarda, detto Gengè, che per una malizia di sua moglie si rende conto di aver sempre avuto, per tutti, il naso che pendeva verso destra. Da quanto viveva quel secondo Moscarda a sua insaputa, e quanti ancora ne dovrà scoprire?

Edizione con illustrazioni ispirate alle opere di Egon Schiele.

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