Jungleland

Jungleland, un luogo dove è possibile ricominciare da capo e rimettersi in sesto.

È lì che Luca, da poco libero dall'incubo della droga, sta portando la sua ragazza Teresa, per aiutarla a disintossicarsi.

Si dice che sia un luogo dove si possa vivere davvero, trovare una casa e un lavoro, divertirsi e, soprattutto, dimenticarsi del proprio passato, del marcio che la droga e la dipendenza hanno portato nelle loro vite, riconquistando la tanto agognata dignità.

Ma sarà davvero così?

Jungleland riuscirà a soddisfare le aspettative e a permettere a Luca di dimostrare che chi dice "un drogato una volta è un drogato per sempre” ha torto, oppure questo paradiso delle seconde occasioni si trasformerà in un'illusione, in un complicato intreccio di misteri e segreti, che riporteranno a galla vecchie insicurezze e debolezze di Luca e Teresa?

Ogni volta che facevano l'amore i loro corpi distrutti si facevano delle promesse. Erano promesse che a voce non avrebbero trovato mai il coraggio di farsi. I loro corpi erano parole, separati, uniti erano un linguaggio muto, uno scambio. Erano parole dolcissime che facevano male, promesse che facevano piangere, speranze che facevano venir paura di morire. E ogni volta a chiedersi cosa avessero fatto mai di tanto buono per meritarsi quella fortuna. La fortuna di aversi. La mente diceva che quell'amore non esisteva, era un inganno, che si usavano per nascondersi, ma il corpo lo sapeva e uniti si consolavano. Quello di lui glielo diceva, che non aveva paura e si sarebbe preso cura di lei. E quello di lei glielo diceva, che non aveva paura e si sarebbe preso cura di lui.



[…] Stanno fuggendo, lei in crisi d'astinenza sul sedile posteriore, scatolette di medicinali sparse sul pavimento dell'auto, bottiglie di vino per mandarle giù e distrarre il dolore atroce, i crampi che le spezzano le gambe. È luglio, il mondo va a fuoco, il sole bastona la strada e spacca gli occhi, cuoce l'aria. L'auto è rubata. Corrono verso Jungleland, una leggenda per i ragazzi come loro, spezzati, bisognosi di una seconda occasione. Una Giungla, gioventù come un bosco, ragazzi come alberi sottili, corteccia fragile, ma qui il mondo non è tempesta, non è vento, non cerca di strapparti via; è brezza sottile, è sole sulla pelle, e il lavoro è acqua che scorre, squarcia la terra fertile e abbevera le radici assetate. È il mondo come dovrebbe essere, la vita come dovrebbe essere. […] I ragazzi passano il tempo tra giochi ricreativi la domenica o gite nel bosco, si sfogano smontando e rimontando le loro auto ammaccate, vecchi catorci che grazie a pezzi di ricambio e garages in affitto, non ultimo un libro di meccanica, riescono a far funzionare. […] Anche il paradiso ha i suoi guai. Un'automobile, pare assemblata un pezzo alla volta, i vetri oscurati come profondità stigiane; misteriosa, si aggira per Jungleland di notte, quando tutti dormono; di giorno resta parcheggiata accanto al marciapiede per ore; la sensazione che quell'auto sia un pericolo, qualcosa di sporco, un qualche segreto che divora le budella di Jungleland […]

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