LA MEMORIA COLLETTIVA: La preistoria sconosciuta

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LA MEMORIA COLLETTIVA: La preistoria sconosciuta
Autore
Paolo Lucio MORSELLI
Pubblicazione
28 luglio 2014
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Circa 80.000 anni della nostra Preistoria (dal 150.000 al 70.000 a.C.) possono essere definiti "anni bui” sulla base una forte carenza di dati fossili, archeologici e genetici per tutto quel periodo. D'altro canto, "miti cosmogonici” o "primigeni” di molti popoli in varie parti del nostro pianeta, fanno riferimento ad un'epoca che potrebbe corrispondere a quella degli "anni bui”, in cui una flotta di "Alieni”, appartenenti ad una civiltà superiore, proveniente da un lontano pianeta felice in una galassia ormai scomparsa, sarebbe atterrata sul nostro pianeta all'inizio delle glaciazioni di Wurm, tra il 120.000 e il 110.000 a.C., portando alle varie tribù di Ominidi scienza, conoscenza, tecniche, una migliore qualità di vita, trasmettendo pure un non indifferente bagaglio genetico.

Partendo da questa riflessione nasce il romanzo "La Memoria Collettiva”. L'arrivo della super-civiltà, la sua diffusione sul tutto il pianeta, l'integrazione degli Ominidi presenti sul Pianeta Blu (così i nuovi arrivati battezzano la Terra), portano ad un lungo periodo di felicità, progresso ed armonia. A due riprese tuttavia eventi naturali cataclismatici minacciano di estinguere tutte le specie viventi, vegetali, animali e la super-civiltà, ma due volte la vita riprende: si riparte da zero e i ricordi inscritti nei geni di ogni sopravvissuto - la Memoria Collettiva - sono determinanti per questa ripresa. I "Nuovi Uomini”, ritornati, nel Terzo Ciclo, ad elevatissimi livelli di conoscenza e padronanza dello spazio, iniziano a sognare il ritorno al loro pianeta di origine. Tuttavia invidia, contrasti, sete di potere ed un progressivo decadimento morale portano a terribili guerre che sono foriere di distruzione e di morte. Molti Ominidi e molti "Visitatori” perdono la vita. Nel 73.000 a.C., la catastrofe di Toba, l'eruzione mega-colossale che cambiò l'aspetto e l'evoluzione del nostro pianeta, porta nuovamente all'estinzione di circa il 90% delle specie esistenti. Una minima parte dei "Visitatori” riesce ad abbandonare il pianeta e riprendere la via dello spazio. Solo un numero ridotto di "Nuovi Uomini”, riparandosi nelle caverne dell'acrocoro etiopico o lungo le coste sud-est del Terzo Continente, sopravvive all'inverno vulcanico ed agli anni di oscurità quasi totale.

Dopo molti secoli, con il miglioramento delle condizioni climatiche, i "Nuovi Uomini” riprendono a diffondersi ed occupare il pianeta. Sono ancora una volta aiutati in questa rinascita dal grande potere coesivo e motivante della Memoria Collettiva insita nei nostri geni, vero motore di progresso per il successo del gruppo nella lunga marcia verso il futuro e la riconquista del Pianeta Blu e dello spazio. Noi potremmo essere i loro discendenti, come indicano gli studi genetici più recenti.


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