Sei Secondi

Una coda. All'uscita della tangenziale, o a un semaforo. Diciamo una coda di cento macchine, tanto per fare cifra tonda. Dieci minuti, così i calcoli vengono facili. Una macchina arriva e passa davanti a tutti. I cento automobilisti in coda la vedono sfrecciare e il loro primo pensiero è che quella macchina sia destinata a un percorso diverso dal loro, che non debba girare a quel semaforo o prendere quella uscita, che tirerà dritto. Non può essere che così. Sarebbe pazzesco se non fosse così. E invece l'auto rallenta, si avvicina alla coda, quasi la urta, la spinge, la preme. Ancora non ha palesato quali sono le sue intenzioni, nessuna luce lampeggia dagli angoli della vettura, ma ormai si è capito che non deve andare dritto, che anche lui vuole svoltare dove svoltano tutti, solo gli sembra assurdo perdere tempo a fare la coda. Lui o lei, perché questo tipo di comportamento è tristemente adottato anche dalle donne che forse si sentono addirittura legittimate dal fatto che il bon ton assegni loro la precedenza davanti alla porta di un ascensore o all'entrata di un cinema, ignorando che le automobili sono asessuate e che il codice della strada non da la precedenza in base al genere del guidatore. Comunque a questo punto tutti quelli in coda hanno capito le intenzioni truffaldine dell'individuo in questione e a loro non rimane che augurarsi il fallimento dell'operazione, che alla fine lo stronzo sia costretto a desistere dal suo intento. Io di certo non lo faccio passare, si dicono sperando che anche gli altri facciano lo stesso, ma lo stronzo, giusto in prossimità del punto cruciale, mette la freccia e si infila. Gli basta cogliere un attimo di indecisione, una distrazione, o semplicemente una distanza di sicurezza sufficientemente ampia. E se anche una di questa circostanze non dovesse verificarsi, lo stronzo sa bene che nessuno dei cretini in coda vuole fare un incidente per cui al limite gli basterà forzare un po' la mano. Gli suoneranno, gli bestemmieranno dietro di tutto ma lui ormai conosce la tecnica: non guardare nessuno negli occhi, tenere l'autoradio al massimo e dimenticarsi di avere degli specchietti retrovisori. Domanda da scuole medie: quanto tempo perderà ciascun automobilista a causa sua? La coda era di dieci minuti, quindi seicento secondi, diviso per cento macchine, fanno sei secondi. Al semaforo passa una macchina ogni sei secondi. Quindi a causa del nuovo arrivato ogni automobilista perderà sei secondi. Un tempo del tutto trascurabile, a pensarci bene. Proprio su questo calcolo il maleducato predice la sua impunità. Nessuno si prenderà la briga di litigare per sei secondi. E tuttavia gran parte di quegli automobilisti arriverà in ufficio di cattivo umore proprio a causa di quel piccolo insignificante sopruso, di quei sei secondi. Alcuni con la voce roca a furia di improperi, altri con il battito cardiaco accelerato dal nervoso, altri ancora con le mani doloranti per i pugni sul volante, tutti gravati da un danno difficilmente quantificabile ma sicuramente odioso. Quando servono, i vigili non ci sono mai, pensano i cento sfigati cercando di scaricare parte del malumore sulla pubblica amministrazione. Ma anche se ci fosse un vigile, cosa potrebbe fare? Esiste una sanzione per chi salta la coda? Se passi con il semaforo rosso, anche se guardi bene a destra e a sinistra, anche se non c'è in giro proprio nessuno, anche se nessun vigile ti vede, la telecamera ti scatta una foto e ti arriva a casa la multa. Se salti una coda, anche se rompi i coglioni a cento, anche se ti vedono in mille, anche se c'è un vigile proprio lì all'incrocio, la fai franca.Ma cosa succederebbe se i cento uscissero dalle loro macchine, bloccassero il maleducato e...

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