Radio clandestina: Memoria delle Fosse Ardeatine (Einaudi tascabili. Scrittori)

La maggior parte delle strade dedicate ai morti delle Ardeatine si trova in periferia. Perché da lí venivano tanti degli antifascisti giustiziati. Spesso in quelle strade ci sono anche delle targhe. Ognuna di loro porta scritto un nome - Antonio, Giovanni, Pasquale - e racconta qualcosa di importante, qualcosa che si dovrebbe ricordare. Passandoci accanto distratti si può però pensare raccontino una storia corta come un trafiletto nei libri di scuola. Ma se la stessa storia la si ascolta invece dalla voce della sorella di Antonio, del padre di Pasquale o della moglie di Giovanni, allora si trasforma in una vicenda iniziata il 24 marzo del 1944 che non potrà finire finché qualcuno ne avrà il ricordo. Da queste memorie senza fine parte Ascanio Celestini per ricostruire l'azione di via Rasella e la rappresaglia nazista che la seguí. Sono memorie incomplete, conflittuali, irrisolte, che si incontrano in un racconto asciutto e struggente che, senza retorica, ricostruisce la verità storica e insieme tutta l'umana piccolezza di quelle vite perdute.

Completano il volume un saggio di Alessandro Portelli, una nota di Mario Martone e le foto di Chiara Pasqualini.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di

Barzellette (Einaudi. Stile libero extra)

Barzellette (Einaudi. Stile libero extra) di

Te la ricordi quella battuta dei due giovani preti sul matrimonio? Il primo dice all'altro: - Secondo te ci arriveremo a vedere il giorno in cui si sposeranno preti e suore? E il secondo risponde: - Noi non lo vedremo, ma i nostri figli sí! Sai che di erenza c'è tra la danzata, l'amante e la moglie? Dopo aver fatto l'amore la danzata alza gli occhi, sospira e dice: - Ti amo. L'amante ...

Lotta di classe (I coralli)

Lotta di classe (I coralli) di

«Io passo attraverso i muri. Attraverso le villette antiladro controllate dagli allarmi antizingaro, protette da inferriate antinegro con vernice antiruggine dove antipatici padroni antisemiti con crema antirughe fanno antipasti antiallergici in bunker antiatomici. Attraverso le banche videosorvegliate. Attraverso i muri delle caserme, dei manicomi, delle galere. E mi viene da ridere mentre una...

Storie di uno scemo di guerra: Roma, 4 giugno 1944 (Einaudi tascabili. Scrittori Vol. 1574)

Storie di uno scemo di guerra: Roma, 4 giugno 1944 (Einaudi tascabili. Scrittori Vol. 1574) di

«Il 4 giugno 1944 mio padre c'aveva otto anni. Mio padre diceva che rischiò di morire per una cipolla. Per quella cipolla uno scemo di guerra gli sparò addosso. Mio padre diceva che lo mancò per un pelo, ma perse la cipolla. Diceva che i tedeschi scappavano da Roma e gli alleati stavano arrivando. Tutti 'sti soldati attraversavano la città da sud verso nord, e invece lui per tornarsene a casa...

La pecora nera: Elogio funebre del manicomio elettrico (Super ET)

La pecora nera: Elogio funebre del manicomio elettrico (Super ET) di

«Il manicomio è un condominio di santi. So' santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. E il dottore è il piú santo di tutti, è il capo dei santi, è Gesucristo». Nicola ci racconta cosí i suoi 35 anni di «manicomio elettrico», e nella sua testa scompaginata realtà ...