Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I: Italian addition (Hovel 109)

CAPITOLO I.
La Gloria e il Primato di Roma.
Durante tutto il medio evo l'immagine dell'antica Roma, cinta dello splendore della sua gloria incomparabile, è presente alla memoria degli uomini.

Quanto più i tempi sono calamitosi, quanto più aspra la vita, tanto più sollecito e appassionato par che si drizzi il sentimento verso quell'indimenticabile paragone d'ogni grandezza, tanto più ardente pare che vi si appunti il desiderio. I destini di Roma non avevano pari nel mondo. Decaduta dalla signoria politica, vinta, conculcata, la città regina risorge armata di nuova potenza, e, fatta centro della fede, riconquista sui popoli un nuovo dominio, più sicuro e più formidabile dell'antico. La storia presente si ricongiunge alla passata: l'unità sussiste, turbata sì, ma non interrotta dagli esterni travolgimenti, e si manifesta, e s'impone agli spiriti. Restituito l'impero d'Occidente, si riprenderà come se nulla ci fosse stato di mezzo, la serie degl'imperatori, si crederà trasmessa direttamente in Carlo Magno, traverso ai despoti di Bizanzio,la potestà imperiale. Roma è piena delle proprie rovine, quasi ad ammonire altrui della caducità d'ogni cosa terrena; ma ferve tra quelle una vita nuova, che si spande all'intorno; e regna negli animi una credenza che Roma, sortita dalla divina provvidenza ad essere la reggitrice perpetua dell'uman genere, non può morire, ed è serbata a vedere la consumazione dei secoli. In mezzo alla crescente barbarie, tra il frastuono della vita disordinata e battagliera, nei silenzii dello spirito ingombrato d'ignoranza, la voce dell'antica città suona insistente come un richiamo e un segno di riconoscimento. Principio e fonte d'ogni potestà, Roma è il simbolo della universale cittadinanza, è la patria comune in cui tutti si riconoscono. Disfatta l'unità reale dell'impero, sciolti i vincoli di soggezione che legavano i popoli conquistati alla città dominatrice, il sentimento di quella unità e di quella soggezione rimane vivo negli animi, e se ne genera come una tradizione di comunanza fra genti che seguiranno da indi in poi ciascuna il suo particolare cammino. Le antiche province dove si parla latino formeranno, sotto il nome di Romania, una specie di entità geografica ideale, e romani si diranno, di fronte ai barbari, gli abitatori di essa.......

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Arturo Graf

Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. 2: Italian edition (Hovel 110)

Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. 2: Italian edition (Hovel 110) di

Trajano.Dante trova Trajano fra l'anime beate che nel cielo di Giove ricevono premio e sono glorificate per avere amata ed amministrata la giustizia nel mondo[1]. Un imperatore non battezzato, fatto partecipe della felicità degli eletti, non è certo la meno strana fra le immaginazioni e le favole di cui siamo venuti discorrendo sin qui, o discorreremo in seguito. La storia autentica nulla ricor...

Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medio evo

Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medio evo di

Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medio evo. 625 Pages.

Opere di Arturo Graf

Opere di Arturo Graf di

5 opere di Arturo Graf Poeta, aforista e critico letterario italiano (1848-1913) Questo libro elettronico presenta una collezione di 5 opere di Arturo Graf. Indice interattivo: A Mario Rapisardi Il diavolo Le rime della Selva Parte I Le rime della Selva Parte II Polve

Dello spirito poetico de' tempi nostri di Arturo Graf

Dello spirito poetico de' tempi nostri di Arturo Graf di

Dello spirito poetico de' tempi nostri di Arturo Graf

Le poesie di Arturo Graf

Le poesie di Arturo Graf di

Le poesie di Arturo Graf

Le rime della selva canzoniere minimo, semitragico e quasi postumo di Arturo Graf

Le rime della selva canzoniere minimo, semitragico e quasi postumo di Arturo Graf di

Le rime della selva canzoniere minimo, semitragico e quasi postumo di Arturo Graf