Pasqua di Sangue

La Storia avanza spesso a velocità incostante, un relativo ordine può cambiare improvvisamente con conseguenze talvolta impensabili quanto drammatiche.
Conseguenze che riecheggiano dal passato, fino ad arrivare ai nostri giorni e che, nonostante il tempo, rimangono ancora vive nella memoria.
Il ricordo dei testimoni della fede, degli eroi e degli antagonisti di ogni epoca si tramanda, ma la memoria degli incolpevoli, periti nel vortice degli eventi, è spesso dimenticata.
Questa Opera, rievoca una di quelle tragiche circostanze, racconta la Santa Pasqua del 1528, vissuta dalla popolazione della città di Melfi, una tragedia scritta col sangue e da una fiamma devastatrice che, nonostante i secoli, non ha cancellato quanto accadde in quei giorni.
Una tragedia ancora oggi rivissuta ogni anno dai contemporanei durante la celebrazione dello Spirito Santo, una tragedia che ci ammonisce e ci ricorda di quanto sia preziosa la pace.

Antonio Traficante Commento dell'autore

 

Odet de Foix maresciallo di Francia e conte di Lautrec, è al comando di oltre trentamila uomini tra francesi, mercenari di Pedro Navarro e le Bande Nere al comando di Orazio Baglioni. Prima di proseguire per Napoli assedia la città fortificata di Melfi durante la Pasqua del 1528, nel timore che le guarnigioni spagnole insediate in città, potessero bloccare il vettovagliamento per i suoi armati. Professa un assedio sanguinoso, descritto dai cronisti di allora "Marino Sanudo e il Guicciardini". Non c'è nessuna pietà nemmeno per le donne e gli infanti, qui si narrano le epiche e violenti gesti del popolo Melfitano che poco importa loro la disputa tra spagnoli e francesi, devono difendere le loro famiglie e la propria città.

L'autore nato e vive in questa città che il centro storico racchiude i tesori monumentali tra i vari insediamenti Bizantini, Normanni e quelli dell'imperatore Federico II, dopo numerose ricerche, descrive la battaglia e gli eroi per caso, come Battista Cerone detto Ronca Battista.  Il sangue degli ammazzati da entrambi le parti scorrono come un fiume per la selice. Nulla è rispettato dagli assedianti nemmeno le chiese e i conventi, dove novizie e suore prima di essere uccise subiscono l'umiliazione degli sfoghi sessuali di questi rozzi. È un romanzo con una descrizione pur se violenta, è vicina al reale.

 

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