Rasta Pasta

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Rasta Pasta
Autore
Salvatore Manni
Pubblicazione
15/02/2020
Valutazione
(1)
Una storia familiare che assume i tratti del romanzo di formazione in cui si narra la vicenda di Ugo, un giovane pugliese che si mette alla ricerca delle proprie origini in Canada. La motivazione del viaggio è la nascita del figlio Damiano, un evento che lo travolgerà letteralmente.
È proprio il colore della pelle di Damiano che, lungi dal suscitare reazioni razziste e discriminatorie, è motivo di acquisizione di identità, espediente per la rivelazione di legami di “sangue” inaspettati.
Ugo, infatti, scoprirà di avere un padre, Robert, che invece credeva morto, e un fratello gemello di nome Rafael di cui ignorava l’esistenza. La venuta al mondo del figlio ha con sé una forza motrice tale da condurre il protagonista a far pace con se stesso, a mettere in ordine la propria vita, riscoprendosi come mai prima era accaduto. Molto interessante è la struttura narrativa del testo che, per la sua agilità, sembra assimilabile a un copione teatrale. In contrapposizione alla semplicità strutturale vi è la presenza di una serie di tematiche tanto attuali quanto interessanti, quali per esempio quelle legate alla famiglia e ai rapporti interni a essa, che sono affrontate dall’autore con un approccio lieve e a tratti ironico, ma mai banale.
L’opera si avvale altresì della Prefazione di Marco Gatto, docente di Teoria della letteratura e critico letterario.

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Recensioni e articoli

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La Lettrice Itinerante

Rasta Pasta di Salvatore ManniLa Lettrice Itinerante

Leggendo questa storia ho provato molteplici emozioni, nonostante sia davvero breve è in grado di trasportarti immediatamente all’interno degli avvenimenti. Il personaggio di Ugo è davvero verosimile, spaventato nel diventare papà, arrabbiato quando pensa che la moglie lo abbia tradito e quando sua mamma dopo una vita senza un padre gli confessa la verità, comprensivo quando capisce il motivo della bugia, curioso di conoscere la parte di se che gli manca, altruista, buono, ottimista… insomma mi vengono solo aggettivi positivi. Continua…

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