L'anno del pensiero magico (Narrativa. Tascabili Vol. 58)

La vita cambia in un istante. Passa dalla normalità alla catastrofe. John Gregory Dunne, sposato da quarant’anni con Joan Didion, muore all’improvviso la sera del 30 dicembre 2003. Ed è così che per Joan inizia l’anno del pensiero magico. Un anno in cui tutto viene rimesso in discussione, riconsiderato, riformulato. Le idee sulla morte, sulla malattia, sul calcolo delle probabilità, sulla fortuna e sulla sfortuna, sul matrimonio e sui figli e sulla memoria, sul dolore, sui modi in cui la gente affronta o non affronta il fatto che la vita finisce, sulla fragilità dell’equilibrio mentale, sulla vita stessa. Una scrittrice ironica e graffiante, un’icona dell’America contemporanea racconta se stessa con sincerità, con crudezza, e racconta una storia d’amore. Le sue parole colpiscono nel profondo chiunque sappia che cosa significa amare qualcuno e perderlo. Pagine che scandiscono un rito di passaggio, che si affollano di riflessioni, letture, stralci di conversazioni, di stratagemmi per sopravvivere. Come quel pensiero magico che induce a credere di poter modificare ciò che è già accaduto, di poter tornare indietro, perché lui possa tornare indietro. Fino a che, dopo un anno e un giorno, Joan si rende conto, quasi suo malgrado, che qualcosa sta cambiando. Che guardando al tempo trascorso incontra ricordi in cui John non è più presente. Che è necessario, e giusto, lasciare andare i morti. Per poter sopravvivere. Per poter continuare a vivere.

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Il Consigliere Letterario

I cattolici e gli episcopaliIl Consigliere Letterario

L’anno del pensiero magico è un libro indimenticabile, qualcosa che senti scorrere dentro te come fosse sangue; è un libro autentico, di lacerante sincerità; non ci dicono, le sue pagine, quel che ogni riflessione sulla morte, dalla più scontata alla più illuminata e colta, non fanno che ripeterci, che il tempo ripara ogni cosa, perché il tempo si limita a scorrere e non ha la forza di rimediare a nulla, non ha nulla di magico; ci dicono invece che la morte è un’amputazione e che da un’amputazione non si torna indietro. Continua…

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