Castelmonardo 1783, Macerie e Prodigi (Fantasy Storici)

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Castelmonardo 1783, Macerie e Prodigi (Fantasy Storici)
Autore
Francesco Pilieci
Pubblicazione
20/12/2020
Valutazione
1
Categorie
“…Attraverso un personaggio eminente si possono colmare i silenzi della storia. Questa funzione è affidata a B. Franklin che, in una lettera indirizzata a fra’ Anthony, dimostra di essere a conoscenza della fondazione di Filadelfia, ma soprattutto di aver avuto un ruolo significativo nell’attribuzione del nome, progetto che ha una forte relazione con l’omonima città americana, ma che lui stesso, al fine di scongiurare eventuali reazioni del governo borbonico, propone di realizzare adottando una strategia dissimulatrice…”
“…Altro tema di grande suggestione è quello del quadro animato. Dalla rappresentazione della tela raffigurante l’Indulgenza della Porziuncola, appare una scena raccapricciante: l’uccisione del Vescovo e di fra’ Anthony. In questo ennesimo prodigio riecheggia lo schema narrativo del quadro animato di E. A. Poe. Sono visioni che mettono a dura prova Teodoro, e lo fanno stare male sia fisicamente che psicologicamente…”

“…Che Cicerone avesse soggiornato più volte a Vibona, l’attuale Monteleone, lo si sapeva già, perché contenuto in alcune lettere indirizzate ad Attico. Ma in questa epistola c’è scritto che nel 59 a.C., durante il suo esilio conseguente alla “lex clodia de exsilio ciceronis”, mentre dimorava nella villa di Sicca, ebbe alcuni attacchi di colica renale. Per tale ragione, un medico del luogo lo condusse ai tre colli, una località distante una ventina di leghe, per sottoporlo alla cura dell’acqua che spezza le pietre e che ivi sorge sul colle più alto. Si tratta dell’acqua della nostra fontana del Crocefisso, ti rendi conto! Abbiamo la prova che Cicerone abitò per più di un mese in una tenuta ubicata nelle campagne di Castelmonardo. La lettera contiene un’altra notizia sensazionale. Nell’invitare il fratello Quinto, che aveva pure problemi ai reni, a raggiungerlo per gustare anche un liquore che sembrava nettare, ribattezzato in suo onore con il nome di “ciceronis amarum”, fa una straordinaria rivelazione. Scrive che l’ameno luogo dei tre colli, nei pressi del quale fu rinvenuto Ulisse, esattamente alla foce di uno dei suoi torrenti, faceva parte del dominio dei Feaci…”

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Recensioni e articoli

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Elisa Santucci

“Castelmonardo 1783, Macerie e Prodigi”, di Francesco PilieciElisa Santucci

Ne consiglio assolutamente la lettura non solo agli appassionati di storia ma a quanti attraverso un mix di storia e fantasia vogliano ampliare la propria conoscenza anche su eventi particolari … Continua…

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