Il Sindaco di Vivegno

Apologo surreale, ambientato nel futuro, sulla degenerazione di una società senza radici culturali. L'abolizione dei cimiteri da parte del sindaco di Vivegno scatena una duplice guerra: palese tra fazioni politiche con a capo Porfirio, corrotto assessore ai lavori pubblici; sotterranea tra abitanti di Vivegno e Laregno, il paese dei Morti. In una notte da "caccia alle streghe” estremisti, durante un osceno rituale, bruciano cadaveri. Don Malvisio. ferito alla testa, ha visioni apocalittiche. Porfirio briga per l'esproprio del fondo Candisci, su cui vuole edificare la Biblioteca Universale. Il sindaco, preda dei politici e di allucinazioni, scivola in una lucida follia, che ha l'apoteosi in un sogno: un terrificante viaggio a Laregno, Da folle godrà del rispetto che non ha avuto da savio. Vivegno, sospeso tra Medioevo e un nuovo Millennio, "avveniristica piattaforma spaziale edificata su palafitte" dopo uno splendore architettonico e un boom demografico, si avvia al declino.

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