La pazzia di Dio

«La Grande Guerra e l’epidemia di spagnola hanno spazzato via la parte migliore di una generazione. La morte di milioni di uomini ha segnato la fine di un mondo, delle sue tradizioni e della sua magia, e spento quegli sguardi curiosi e quieti che custodivano il filo d’Arianna della nostra memoria. Ho scritto la saga dei Sarra per raccontare la nostra follia... e quella di Dio». Luigi De PascalisLa vicenda di Andrea Sarra narra lo sgretolarsi del mondo magico e poetico legato alla civiltà contadina ed è ambientata in un immaginario paesino d’ Abruzzo. Tra gli indimenticabili personaggi di questo libro ci sono un lupo mannaro che si aggira nelle notti di luna piena, il fantasma di un antenato vissuto nel Seicento elettosi custode della casa e delle sue memorie e mastr’ Alfredo, il ciabattino stregato dalla musica. E c’ è Abebath, la “regina di Saba”, misteriosa bellezza di Zanzibar di cui fino alla morte papà Filippo custodirà gelosamente le fotografie tra i libri della biblioteca. Andrea si innamorerà scoprendo “tutto sul paradiso” e frequenterà il collegio degli “scarrafoni” in una Napoli a mezza strada tra sogno e realtà, dove farà altri incontri straordinari. Poi, la Grande Guerra. Prima l’ euforia interventista, poi il sanguinoso richiamo all’essenzialità dei fatti. Andrea tornerà a casa profondamente cambiato e tutto gli apparirà irreale, come se il mondo conosciuto da ragazzo agonizzasse. L’ epidemia di Spagnola travolgerà poi gli abitanti del borgo. Un nuovo ordine sta per affermarsi.Scritto in una lingua venata di dialetto che contribuisce a rendere vivi e naturali dialoghi e personaggi, il romanzo fa parte di una trilogia dedicata alla famiglia Sarra, uno straordinario affresco di un mondo destinato a sparire che ricorda Cent' anni di solitudine di Garcìa Marquez.

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Elisa Santucci

La pazzia di Dio di Luigi De PascalisElisa Santucci

La pazzia di Dio è un documento storico, ci porta attraverso la vita di una famiglia, nel cuore di eventi che hanno cambiato per sempre il mondo, il modo di vivere , le campagne si sono svuotate, i giovani tornati dalla guerra non hanno più legami viscerali con la terra che li ha generati, vogliono cambiare andare in città a lavorare nelle fabbriche, un mondo che scompare. Leggi tutta la recensione

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