Il mio regno non è di questo mondo

"Amici – riprese, quando un silenzio carico di curiosità scese sulla piazzetta –, è scritto: Il Signore ha dato all'uomo ricchezze e tesori, e gli ha dato potere di goderne, di prenderne la sua parte e di gioire della sua fatica. Nel beneficiare dei suoi doni, non facciamo altro che adempiere al volere del Signore. Nessuno creda che la gioia della festa ci allontani da lui. Nella nostra natura, però, si annida anche un'insidia, qualcosa che ci spinge a legarci in maniera eccessiva alle cose di questo mondo. È l'origine del peccato, capace di offuscare il sentimento divino che è in noi, e di precluderci la strada della vita futura. Il Signore ci ha creati liberi, ma le cose di questo mondo hanno il terribile potere di trasformarci in schiavi.”



In un contesto che pullula di agitatori, fanatici e banditi si colloca la figura di Yeshua, uomo di cui si ignorano le origini, venuto ad annunciare il regno dei cieli. Il suo insegnamento accende curiosità e interesse tra uomini semplici come tra intellettuali, destando però il sospetto dei farisei più rigidi. Presto si ritroverà suo malgrado coinvolto nei giochi politici tra le fazioni in eterna lotta tra di loro e con l'esercito romano.

Tra personaggi storici e personaggi di fantasia, episodi tratti dai testi sacri riletti in chiave laica e riferimenti a fatti riportati dallo storico ebreo Flavio Giuseppe, l'autore fa rivivere in queste pagine un mondo nel quale il soprannaturale e l'attesa del miracolo sono componenti fondamentali della vita quotidiana. Con la precisione e il rigore dello studioso ricostruisce la vita nella Palestina di duemila anni addietro, una società nella quale divisioni religiose e frammentazioni politiche si accentuano con l'occupazione romana offrendo un quadro molto più attuale di quel che si potrebbe immaginare.

Romanzo storico e di fantascienza a un tempo, Il mio regno non è di questo mondo ci presenta una lettura delle religioni, e del cristianesimo in particolare, assolutamente originale. La vicenda di Cristo si ritrova inserita in una visione del mondo retta da una sorta di utopia scientifica, e si trasforma nel corso del romanzo in un'appassionante riflessione sull'eterna lotta tra il bene e il male, sulla possibilità dell'uomo di liberarsi dal peccato e pervenire a una società giusta.



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