Il Tronco, morte e vita di un albero

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Il Tronco, morte e vita di un albero
Autore
Fedrosecondo
Editore
Fedrosecondo
Pubblicazione
20 marzo 2013
Categorie
Potrebbe essere classificato come una favola per adulti.


A causa di eventi meteorologici, un pino marittimo, cresciuto su un altipiano prospiciente il mare, cade e viene trascinato in acqua; le correnti e le onde lo trasportano su un litorale ghiaioso, dove s'arena sulla battigia.

La storia narra le vicissitudini di quest'albero, osservate dal suo punto di vista.

Adagiato sulla riva, osserva le varie persone che frequentano quel tratto di spiaggia e, lentamente e con stupore, comincia a comprenderne prima gli atteggiamenti e poi anche il linguaggio. Il rapporto che egli instaura con queste persone è a senso unico: esse non s'accorgono di dialogare con qualcuno, e mai s'immaginerebbero che lo svolgersi dei loro pensieri, mentre sono in contatto con il tronco, sia da questi pilotato; rivivono mentalmente ciò che egli ha loro chiesto ed i pensieri che essi formulano sono utilizzati da quel lungo pezzo di legno per imparare, ragionare e rivedere il proprio stato, presente e passato, alla luce delle nuove conoscenze. Questo processo avviene con tutti gli esseri umani che s'avvicinano al tronco, tranne con una bimba, di nome Marta, la quale si comporta con lui come se fosse in presenza di un compagno d'asilo.

Stralci:
[…] Una volta, quand'era un normale albero, non gli sarebbe mai importato guardare molto di più di ciò che gli stava attorno: gli alberi, si sa, sono abituati ad avere un orizzonte abbastanza ristretto, soprattutto se la loro statura non è superiore alla media e se, come nella maggior parte dei casi, vivono circondati da altri loro simili. […]

[…]Se fosse stato un uomo, o un uccello, o uno scoiattolo, o un'altra cosa qualsiasi abituata a muoversi, si sarebbe almeno chiesto: "Dove sono?”; ma, essendo stato un albero, non aveva neppure il concetto del «dove», per lui non esisteva, perché non esisteva nessun altro luogo diverso da… […]

[…]Finalmente il piccolo pino raggiunse una delle vecchie radici più grosse, che passava poco distante da lui e, individuata una parte che stava già marcendo, ci si conficcò, aprendosi la strada tra la polpa molle, fino a trovare uno dei pochi vasi linfatici ancora funzionante, penetrandovi. Fu così salvo! Non solo la strozzina non aveva più effetto su di lui, che ormai faceva parte del vecchio organismo produttore, ma poteva utilizzare tutto il sistema radicale di quello per nutrirsi: la linfa che gli arrivava, se era scarsa per l'altro, era più che sovrabbondante per una pianticella in miniatura quale egli era. […]

[…]Sono due brave persone, tutto sommato, anche se un po' particolari. Soprattutto il primo, il Righello, ha contatti con certi ambienti, in cui la legalità è solo l'arte di legare bene qualcosa... Ma non è cattivo, ama solo far vedere d'essere capace di tener tutto sotto controllo, ed è abbastanza magnanimo... […]

AVVERTENZA:
Alla prima persona che troverà errori, grammaticali, di sintassi, o di battitura in questo ebook, rimborserò il doppio del suo costo. Si tratta di un ben misero premio, ma vuole essere un riconoscimento un po' più tangibile di un semplice "grazie!".
Comunicare l'errore e la sua ubicazione a fedrosecondo(chiocciola)cheapnet.it.

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