La questione più che altro

Nella valle dove vive, la questione piú che altro è che Gaia si annoia di noia mortale. Nel suo presente immobile si affacciano nonno-di-giú, che racconta la sua storia di vedovo di successo in un programma tv del pomeriggio, nonna-di-su, che ha chiesto a santa Rita da Cascia di proteggerla, la madre, che ha divorziato per eccesso di traslochi e il padre, che ha tracce di polmoni nella nicotina e un’irrefrenabile voglia di ridere. Mancano diciannove giorni a Natale, ventiquattro a Capodanno, qualcosa di piú all’ultimo esame. Dato che Gaia si annoia e non ha abbastanza soldi per fare il giro del globo in orizzontale e tagliarlo in due, cosí magari si apre e dentro ci trova ciò che le manca, si trasferisce prima a Mestre e poi nella laguna piú bella del mondo. Solo che neanche lí c’è quello che cerca, il lavoro è sempre un “lavoretto”, il padre si ammala, i nonni invecchiano e Venezia non è che il fondale di cartone per i selfie dei turisti. Con un tono brillante e una lingua che richiama le favole e le filastrocche, nel suo romanzo di esordio Ginevra Lamberti racconta una generazione che cerca di inventarsi un futuro lontano (il piú possibile) dal presente e finisce per scoprirlo come il premio di una caccia al tesoro.

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