Un mare di parole (Battitore libero)

Parole. Parole piegate, cesellate, affilate come un bisturi, usate come strumenti di filologica precisone nell’esame, impietoso e pietoso al tempo stesso, della conoscenza di sé e dell’altro da sé che proiettano la scrittrice in ascolto di coloro i quali incontra lungo il suo cammino siano essi persone, libri, dipinti, monumenti. Un ascolto attento fatto di appunti tracciati a matita da restituire fotogramma per fotogramma sì da azzerare le distanze come solo le parole sanno fare.
Parole. Parole distillate con attenzione da cui escono, come dal cappello di un abile prestigiatore, altre parole, spremute, concentrate in un succo così denso di significati da risultare diluibile in associazioni tanto improbabili quanto intriganti e suggestive.
Una raccolta di undici racconti diversi per genere e tematica eppure forti di una armonica leggerezza di tono e stile. Carmina Trillino ama le parole, le corteggia, le blandisce, le sprona, le carezza, le piega al suo volere con quella naturalezza che solo i grandi autori riescono a esibire.

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