Nero Istanbul

Uno sguardo di denuncia sulla drammatica realtà del mercato degli organi, calato in un thriller a cui fanno da sfondo una Turchia sospesa tra Oriente e Occidente.
Franco e Ornella, marito e moglie, entrambi sulla quarantina, senza figli, visitano la Turchia in un viaggio organizzato. Ornella è un'insegnante di pianoforte a corto di allievi e Franco un ex promotore finanziario senza più affari. Il crollo della Borsa, nel 2000, gli è stato fatale. In realtà, il vero scopo del tour è un guadagno di ben 27.000 euro. Trasportano droga (il Captagon, una sostanza sintetica prodotta in Olanda di cui in Oriente vi è una discreta richiesta) che tenteranno di scambiare con un bambino, destinato al mercato delle adozioni illegali. La merce, come pattuito, dovrà trovarsi, l'ultimo giorno del loro viaggio, alle porte del bazar di Istanbul. Complice la guida turca che accompagna il gruppo. E cosa c'è di meglio di un viaggio organizzato per coprire un traffico illecito? Questo almeno è ciò che pensa Franco, un uomo che discetta, giudica e disprezza a tal punto da non vedere le cose che ha sotto gli occhi. Perché in realtà l'impresa in cui s'è imbarcato è molto più sporca di quanto non immagini, e Ornella, almeno lei, lo sa benissimo. Tutto dovrebbe filare liscio, secondo i piani, e invece un delicato, sottile meccanismo fatalmente s'inceppa. L'incontro fortuito con Riccardo, compagno di scuola di Franco, complicherà le cose. Il lettore, seguendo il punto di vista del protagonista, scoprirà un altro nefando mercato: la nera e triste tratta degli organi. Qual è la reazione dell'uomo? Lo rivela il finale mozzafiato del romanzo, che è un thriller classico e allo stesso tempo una riflessione profonda sui rapporti tra Oriente e Occidente, una guida appassionata a una delle città più affascinanti del mondo.

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