La donna celata

«L’aveva strappata a un altro, quella bionda alta e magnifica. L’altro, lo sconfitto, per loro cessò di esistere. Il vincitore non ci pensò granché, perché Elsie lo amava e a lui premeva solo dimostrare il proprio amore organizzando quella prigionia che viene chiamata vita a due. E lei lo aiutò, lusingata come tutte le donne che si finge di sequestrare per amore. Qualche settimana in albergo e di viaggio ebbero come conclusione naturale una villa in riva al lago dove, in buona fede, credettero di varcare la soglia della felicità.»

Sidonie-Gabrielle Colette, nota come Colette, è stata una scrittrice francese, considerata fra le maggiori figure della prima metà del XX secolo. Una donna dalle mille sfaccettature; fu attrice di music-hall, ballerina al Moulin Rouge dove spesso si esibiva senza veli, autrice e critica teatrale, giornalista e caporedattrice, sceneggiatrice e critica cinematografica, antiquaria e commerciante di cosmetici. Dopo aver trascorso un’infanzia felice e circondata dall’affetto della famiglia in Borgogna, dove cresce a contatto con la natura, la musica e i libri, Colette si trasferisce a Parigi e pur provando grande rimpianto per l’amato paese natio comincia una vita sfrenata. Oltre che per i suoi tre mariti fece parlare di sé per le sue disinibite relazioni sentimentali con personaggi noti, di ambo i sessi, della società francese. La sua vita e la sua opera letteraria riflettono il suo essere una donna libera, anticonformista, emancipata, che sfidò le regole dell’epoca contribuendo a rompere alcuni tabù femminili.

Niente è come sembra in questi racconti usciti dalla penna di Sidonie-Gabrielle Colette. L’amore, specialmente quello coniugale, è spesso il protagonista, con le sue tenerezze, complicità, consuetudini, eppure non bisogna mai dare nulla per scontato. Nemmeno di fronte a una felicità manifesta. È sufficiente la maschera di un costume da Pierrot o una mano nascosta dallo schienale di una poltrona per scardinare l’illusoria immagine di tranquilla quotidianità e introdurci nel mondo delle possibilità, dell’azzardo inteso come «tutto può succedere, basta lasciarsi andare». Ma ciò che si rompe – un equilibrio, un ritmo, un’abitudine – non sempre può essere riparato. Alcune volte rimane il segno, altre tornare indietro non è più possibile, e c’è solo fallimento, solitudine, morte. In questi racconti, tuttavia, ci sono anche l’amore per la libertà, il rimpianto per il passato e il rammarico per il presente, un caleidoscopio di emozioni a cui il lettore non riuscirà a sottrarsi, perché Colette, con mirabile maestria, lo prende per mano accompagnandolo nelle sue storie. Con finali dall’esito sempre inaspettato. Sempre.

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