Il Traguardo

Aprendo il libro, non inizierete la lettura del romanzo, ma entrerete nel pub di Sam, punto di ritrovo dei nostri personaggi. Dopo esservi accomodati e aver ordinato da bere, ascolterete una storia incredibile. Vi ritroverete catapultati nella vicenda di Fabian, burbero, disilluso e ricco uomo di mezza età e di George, ragazzo dalla vita non facile, che prova a riscattare la propria condizione. Per usare le parole dell’autore “Erano due solitudini che si incontravano e lentamente, superando le rispettive diffidenze, provavano a costruire qualcosa…”

I protagonisti, all’apparenza agli antipodi, data la differente estrazione sociale ed età, sono più simili di quanto si possa immaginare. Li accomuna quella che si potrebbe definire la “Sindrome di Willy il coyote”, che prende il nome dall’omonimo personaggio del cartone animato che, tra mille disavventure, prova ad acchiappare Bip Bip, fallendo miseramente, vittima delle sue stesse idee.

Probabilmente questa sindrome è più diffusa di quanto si possa immaginare… Forse anche noi siamo affetti da quell’affannosa, imprescindibile e a volte inutile, ricerca di un quid che dia un senso alla nostra esistenza. L’autore si chiede se: “Sia il caso di passare la vita a inseguire qualcosa o qualcuno che non è raggiungibile? Illudendosi speranzosi quando una nuova idea ci dà la forza per riprovarci?”

Riuscirà George a realizzare il suo sogno, cioè vincere la maratona di New York e conquistare Mary Jane? L’autore scrive che “I sogni volano leggeri, fin quando non si scontrano con la dura e amara realtà e inesorabilmente precipitano. E noi con loro. Ed è forse vero che: “Il sogno va inseguito, ma l’illusione va abbandonata?”

Sarà così per i nostri personaggi? Non vi resta che scoprirlo...

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