De Angelis Augusto. Le sette picche doppiate (Leggere Giovane Gialli)

Milano e il solito nebbione, gennaio. Una sala da gioco fumosa, tre tavoli e dodici giocatori. Tutti hanno un motivo per uccidere e tutti nascondono un segreto per il quale essere assassinati. In quello spazio claustrofobico, al colmo della tensione, viene commesso un omicidio. Chi ha ucciso e perché? La cinica direttrice della sala, per la quale un morto è solo un guadagno in meno? L’incallito delinquente per cui il denaro è l’unico scopo di vita? Il nobile milanese dai tanti scheletri nell’armadio? Il Sir inglese tanto gentile ed educato? Il giovane rampollo rancoroso e inetto? La diva del cinema hollywoodiano oramai lontana dai palcoscenici? La giovane nevrotica incapace di controllarsi? Grazie al suo intuito, De Vincenzi riuscirà a decifrare anche questo rebus, un labirinto in cui le carte da gioco sono i taselli di un terribile puzzle.

Augusto De Angelis (Roma 1888 - Bellagio,Como 1934) Incarcerato per antifascismo nel 1943, morì in seguito alle percosse subite durante un'aggressione fascista. Scrittore e giornalista, è considerato il "padre nobile" del giallo all'italiana. Protagonista di suoi romanzi scritti tra il 1935 e 1942 e ambientati a Milano degli anni trenta e il Commissario Carlo De Vincenzi, della Squadra Mobile di piazza San Fedele: "umanissimo come Maigret, romantico come Marlowe, Intellettuale come Philo Vance, eppure caparbiamente italiano".

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