La finestra su Villa Ada

Il 1982 è stato solo l’anno del calcio con l’Italia campione del mondo?

Questo racconto trova campo in quell’anno, non già dal pallone, ma dal sisma in El Salvador delle 00:22 di quel 19 giugno, il giorno successivo a quell’amaro pareggio tra Italia e Perù.

Un giovane medico volontario, vicino a medici senza frontiere, il 22 di quello stesso mese timbrava il proprio passaporto per portare il suo aiuto a quella popolazione, insieme ad altri volontari come lui.

Nel mezzo di una guerra civile finisce “arruolato”, suo malgrado come chirurgo dal Frente Revolucionario Farabundo Marti e di lui si perdono le tracce tra El Salvador e il confine con l’Honduras, oltre il Rio Lampa.

C’è preoccupazione per l’improvvisa mancanza di notizie per Livia, sorella del medico e per il fidanzato di lei Nanni. Cercano di rintracciarlo mettendo in moto tutte le conoscenze che hanno. La loro partecipazione alla vita di tutti i giorni a Roma resta forte comunque e partecipata.

C’è un matrimonio come obiettivo, ma senza una data prestabilita.

Nella vicenda irrompe la giovane Daniela, vicina di casa di Nanni che attira su di se l’attenzione del ragazzo fino a coinvolgerlo intensamente. Lei è vittima di un agire vessatorio. Tenterà di negarlo prima di aprirsi completamente a lui. La frase fatidica “Vi dichiaro marito e moglie” le era stata fatale perché acquisita dall’uomo-marito come fosse un atto di proprietà di un corpo da usare come contenitore delle proprie bramosie sessuali.

Drammatici gli espedienti escogitati da Daniela per impedire all’uomo di violarla.

Qualcosa di più antico e misterioso però grava sulla ragazza, mentre un immaginario fantasma nella casa materna la perseguita di notte.

Nanni proverà ad accompagnarla in un mondo a lei congeniale, quello di una verginità mai consegnata, cercando di inserire ciascuna tesserina colta durante il percorso nel giusto incastro.

Troverà il bandolo della matassa grazie anche a Livia che saprà attendere con fiducia e pazienza, perché Daniela è bella e misteriosa ed il rischio che Nanni possa lasciarsi coinvolgere anche sessualmente è alto.

La vicenda si tinge di giallo per alcuni tratti. Diverse sono le verità, ma non è detto che la verità debba necessariamente essere a conoscenza di tutti.

Nanni scoprirà l’inutilità di tutto quel cercare rispetto al fine che si era preposto. La verità non servirà a nessuno. E’ anzi auspicabile che Daniela alcune cose non le sappia mai.

Testimoni sono la casa con le finestre su Villa Ada, una madre troppo giovane e troppo bella per quel ruolo e una zia dolce che prova a supplire le inadeguatezze di quella madre.

Una finestra fra tutte, nella casa su Villa Ada, conosce ogni cosa

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