Ungaretti

Considerato il piú europeo dei poeti italiani del Novecento, Giuseppe Ungaretti (1888-1970), riceve in queste pagine un’ampia e innovativa sistemazione critica. A partire dall’accurata ricostruzione della vicenda biografica, dell’inesausto nomadismo che la caratterizza, il volume analizza con efficace nitidezza e rigore argomentativo una figura di spicco della tradizione del moderno. Al centro del discorso sono richiamati il libro dell’esordio, Il Porto Sepolto (con la sua inquieta, sperimentale tensione a scavare nel silenzio della parola), il tormentato processo variantistico dell’Allegria, l’esigenza di coniugare innocenza e memoria, espressa da Sentimento del Tempo, la reinvenzione del canone della classicità, lo schianto del Dolore, il tragitto verso La Terra Promessa e gli ultimi, eccezionali vertici raggiunti dalla scrittura del «vecchissimo ossesso». Ad essere configurata è la straordinaria fisionomia di un artista «pronto a tutte le partenze», costantemente intento «ad accordare modernamente un antico strumento musicale». Al vasto corpus in versi l’indagine intreccia le suggestive prose giornalistiche, l’esaltante esperienza didattica, nonché la vitalissima attività di traduttore e di interprete rivolta ai testi canonici della cultura europea e ai piú alti esiti della poesia contemporanea. La serrata investigazione delle opere ungarettiane, disposte su una fittissima trama intertestuale, e il dialogo continuo con le piú rappresentative voci della critica rendono questo “sestante” una guida illuminante per chi voglia riesaminare un grande classico della modernità, che ha ancora molto da dire alle nuove generazioni del terzo millennio.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo