Manzoni

Ogni persona mediamente istruita, in Italia, pensa di conoscere Manzoni, per averlo studiato a scuola: «Ei fu», «Sparsa le trecce morbide», «Quel ramo del lago di Como». E molti se lo lasciano alle spalle, come pacifico maestro di buoni sentimenti e sereno uomo di fede, responsabile d’un romanzo (uno solo), senza amori, senza azione, senza avventure, che parla di due fidanzati e del loro matrimonio contrastato, d’un signorotto cattivo e d’un parroco pavido, dove poi tutto però si risolve per il meglio e va a finire bene. L’incontro sui banchi di scuola non lascia il sospetto d’una conoscenza da approfondire. Suggerisce invece l’idea d’una partita già finita. Eppure Don Alessandro si presenta scrittore sorprendente e straordinario, limpido e inesauribile, capace di comunicare emozioni conoscitive indimenticabili e di accrescere la nostra comprensione della realtà, di aiutarci a capire il senso del nostro viaggio nelle oscure incognite della vita. Nel lungo tragitto d’una carriera tormentata, ha praticato campi d’indagine e generi letterari diversi: la poesia civile, la lirica sacra, il teatro, la narrativa, la prosa morale e filosofica, la storiografia, la teoria della letteratura, la storia della lingua, la linguistica. E dove è passato non ha lasciato mai le cose come le aveva trovate. Avvalendosi delle piú moderne acquisizioni critiche, il ritratto monografico disegnato da Tellini riesce a vincere la difficile scommessa di rendere conto della poliedrica complessità manzoniana, senza frantumarla in mille pezzi e senza nulla concedere alle comode scorciatoie delle formule convenute.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Gino Tellini

Svevo

Svevo di

Il triestino Italo Svevo (1861-1928), all’anagrafe Ettore Schmitz, impiegato di banca e industriale, però anche lettore di Freud e amico di Joyce, nonché incantato da Kafka, è narratore che non si diletta di « giocar colla fantasia » (direbbe Manzoni), né d’imbandire casi avventurosi o trame avvincenti. È invece, in modo sovrano, investigatore del profondo, « palombaro » della coscienza, analis...

Leopardi

Leopardi di

«Sempre caro mi fu quest’ermo colle / e questa siepe, che da tanta parte / dell’ultimo orizzonte il guardo esclude»: l’eco dei versi leopardiani ci accompagna dai banchi di scuola e talora può capitare di sorprendersi a risillabare suggestivi passaggi di liriche immortali, da A Silvia all’Infinito al Sabato del villaggio, patrimonio insostituibile di ogni persona di cultura, anche fuori d’Itali...