Tasso

La figura di Torquato Tasso (Sorrento 1544-Roma 1595) ha da sempre affascinato il pubblico non soltanto per i versi bellissimi della Gerusalemme liberata ma anche per l’eccezionale vicenda biografica, segnata da inquietudini religiose, vaneggiamenti al limite della follia, fiere ribellioni (che gli costarono sette anni di reclusione in manicomio), pentimenti, fughe. Intellettuale itinerante (visse e viaggiò tra Napoli, Roma, Venezia, Mantova e altre città, trascorrendo oltre un ventennio nella Ferrara di Alfonso II d’Este), poeta epico di corte, raffinato compositore di versi erotici e testi teatrali (come la favola pastorale Aminta), Tasso fu anche autore di un poema cavalleresco (il giovanile Rinaldo), di vari trattati di poetica, di un imponente corpus di dialoghi, di testi eruditi e curiosi, di rime sacre, oltre che di poemi di ardua lettura come la Gerusalemme conquistata (problematica riscrittura della Liberata) e il sorprendente Mondo creato. In questo volume, introdotto da un ricco profilo biografico, Claudio Gigante propone un viaggio interpretativo attraverso le opere tassesche offrendo un’innovativa lettura della vicenda umana e letteraria del loro autore, sullo sfondo dell’Italia dell’epoca. Una ricostruzione ampia e a tutto tondo, che approfondisce anche l’ultimo decennio di attività del poeta, il cosiddetto “secondo” Tasso (lo scrittore che, riottenuta la libertà dopo la lunga, mortificante prigionia, dà prova di una singolare creatività che non può piú essere considerata come un capitolo minore della sua storia), offrendo un quadro completo su una figura fondamentale della nostra storia letteraria.

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