Dalle Terre di Ofir

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Dalle Terre di Ofir
Autore
Amatore Salatino
Editore
Aletti Editore
Pubblicazione
9 luglio 2015
Categorie
Se Dio non avesse un cuore colmo d’Amore, non sarebbe Poeta, cioè Creatore dell’Universo. La Creazione è la Poesia di Dio, il Suo capolavoro, al centro del quale ha voluto collocare l’Uomo, la creatura fatta a Sua immagine e somiglianza, che partendo da Adamo continua a farLo… disperare! Ogni momento la Sua voce: “Adamo, dove sei?”, chiama ciascuno di noi, e noi, nascosti, non Gli rispondiamo! Gesù, la Sua Ultima Parola per l’Uomo, è morto per noi, ma noi perseveriamo nel nostro cammino, quasi come in una transumanza umana. Lottare con sincero amore contro questa diffusa indifferenza ai profondi valori della nostra Cultura e della nostra Vita è il Leitmotiv che ispira tutta la mia poesia, sia nella prima raccolta “E la vita dura, s’infutura…”, edita nel 2012, sia nella presente raccolta “Dalle Terre di Ofir”. La mia voce vuol essere non un insegnamento, bensì un monito, per chi vorrà capire, a ritrovare se stesso e tenere vivo il legame che Gesù, morendo in croce, ha riconsacrato e ripristinato tra l’Uomo nuovo e il Dio di sempre. E l’amore, profuso nei miei scritti dal 1955 ad oggi sia nelle liriche a sfondo familiare, che a sfondo civile, storico, politico e religioso, ha forgiato la speranza, cresciuta via via con gli anni, a credere in un futuro migliore. E a un ripensamento dell’Uomo, perché figlio di Dio. Dio ha dato la procura all’Uomo di continuare la Sua creazione, dando a ciascuno un carisma assoluto, unico, di cui a tempo debito renderà conto. Perciò l’Uomo, in quanto testimone dell’essere divino suo e della Donna, in ogni sua Opera, ed in primis nel suo carisma poetico, riafferma che la Poesia è canto infinito della Creazione, come questa è esplosione di gioia della Vita. E le figure di Gesù e della Vergine Madre, tante volte invocate con fervore per ottenere un appiglio a questo nostro malfermo cammino, si stagliano nella loro splendente e paziente attesa, per farci recuperare la persa dignità, privati come siamo dei nostri effetti ed affetti, rastrellati da una Società indifferente, che nell’ostinata disobbedienza continua ad avere un cuore chiuso ad un forte esordire del pentimento, che darebbe Libera Via alla Speranza di ottenere perdono di ogni nostra pur luttuosa e tragica devianza dalla infinita Onnipotenza di Dio.

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