Il segreto del Gattopardo: Il delitto Paternò: storia d'amore, mafia e politica

Quale mai può essere il “segreto” del Gattopardo, il celeberrimo capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957)? E poi: chi mai aveva sospettato finora che il romanzo, e in particolare il suo ultimo capitolo, nascondesse un qualche “segreto”? In questo volume, Fabio Troncarelli porta alla luce e discute un elemento interpretativo finora poco considerato dalla critica, o addirittura ignorato: il collegamento tra quella che Giuseppe Samonà ha definito la «rovente acrimonia» che attraversa tante pagine del Gattopardo e un tragico fatto di cronaca nera, l’assassinio commesso dal tenente Vincenzo Paternò, che il 2 marzo 1911 trucidò a coltellate la contessa Giulia Trigona di Sant’Elia, zia materna di Giuseppe. Il «delitto Paternò» non solo agitò le coscienze e tenne a lungo le prime pagine dei giornali, ma turbò pesantemente la vita dei Lampedusa: Beatrice, madre dello scrittore (all’epoca dei fatti appena quattordicenne) e sorella della defunta, si chiuse nel piú assoluto riserbo; Giuseppe ne derivò un trauma, mai palesato, ma ben evidente nella trama e in certe spie del romanzo maggiore; l’intera famiglia ne rimase sconvolta. Basandosi su fonti e documenti dell’epoca, l’Autore ricostruisce per intero l’oscura vicenda, muovendosi con abilità tra rilievi criminologici e analisi psicologica per tentare di fare luce su un episodio che troppo velocemente si volle liquidare come «delitto passionale». In realtà, vengono illustrati impensabili collegamenti con la mafia e la politica del tempo, in un quadro poco edificante dell’Italia giolittiana, dove i tragici personaggi di questa triste storia risultano alla fine soltanto pedine di un “gioco” piú grande di loro.

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