Una specie di solitudine: I diari

Compra su Amazon

Una specie di solitudine: I diari
Autore
John Cheever
Editore
Feltrinelli Editore
Pubblicazione
10 giugno 2015
Categorie
“Uno dei libri più avvincenti e intimi che vi capiterà mai di leggere” The Independent

I diari di John Cheever, scritti dalla fine degli anni quaranta fino alla sua morte nel 1982. Cheever era un uomo pieno di contraddizioni: amava la moglie e i figli, ma si sentiva profondamente solo; amava le donne, ma amava anche gli uomini; si odiava perché aveva il vizio di bere, ma per gran parte della vita non riuscì a smettere; era un grande scrittore, ma la sua sensibilità era così pronunciata da limitarlo come persona. In queste pagine ci è data la possibilità di seguirlo in un dialogo serrato con se stesso, di ascoltarlo mentre cerca di capire e registrare le infinite variazioni della luce e del suo intimo sentire. Qui la scrittura di Cheever è totalmente libera, folgorante, una fonte inesauribile di poesia e di struggenti considerazioni sulla natura dell’amore, del sesso, del desiderio e della vita.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di John Cheever

Solo un’altra volta: Tutti i racconti vol. II

Solo un’altra volta: Tutti i racconti vol. II di

“Dopo avergli preparato da bere, lei era passata in bagno, dicendo che voleva mettersi addosso qualcosa di più comodo. E lui non aveva avuto niente in contrario; in fondo, era per questo che era venuto. Se avesse avuto degli scrupoli, sarebbero stati esclusivamente di ordine pratico.” Quattordici straordinari racconti dal cantore del fallimento del sogno americano. Quattordici storie in cui...

Le lettere

Le lettere di

“Conservare una lettera è come cercare di preservare un bacio” diceva John Cheever per esortare parenti e amici a gettare quelle che lui scriveva. E proprio perché convinto che i destinatari gli avrebbero dato ascolto, il Cechov dell’America suburbana ha confidato per lettera pensieri e timori, eventi importanti e cose di tutti i giorni, e lo ha fatto con un candore, una freschezza, un senso...

Il pullman per il St. James

Il pullman per il St. James di

“Per gli innamorati, toccarsi significa trasformarsi. Ogni parte del loro corpo sembra cambiare, e diventano qualcosa di diverso e migliore. Quella parte della loro esperienza che è distinta e separata, la totalità degli anni precedenti il loro incontro si trasforma, appare in funzione di quel momento.” Anche quando la relazione è illecita, nata da sporadici incontri alla fermata dell'autobus...

Il guaio di Marcie Flint

Il guaio di Marcie Flint di

“Sto scrivendo a bordo della motonave Augustus, in mare da tre giorni. Ho una provvista di crema di noccioline, e sono un evaso dai suburbi di tutte le grandi città. Che buchi! I suburbi, intendo. Dio mi guardi dai treni vicinali che ti riportano a casa, la sera, con l’idea che la casa è la roccaforte dell’uomo” Che cos'ha combinato Marcie per far scappare suo marito di gran lena dall'altra...

Percy

Percy di

“Uno dei membri che ricordo meglio del lato materno della famiglia era una zia che si faceva chiamare Percy e che fumava il sigaro. Non c’era nessuna ambiguità sessuale in questo. La zia era adorabile, bella e intensamente femminile.” Frammenti di una storia sparita dalle cronache di una famiglia che tutto cancella: una zia che sceglie un nome maschile, dedita a un'arte che la farà tribolare...

Un altro racconto

Un altro racconto di

“Il mio amico era un principe, e Verona era la sua città, ma i treni dei pendolari, le case bianche dietro gli alberi di tasso, le strade e gli uffici di New York erano divenuti il suo ambiente, e andava vestito con un cappello verde di felpa e un malconcio impermeabile strettamente allacciato alla cintola, con una bruciatura di sigaretta su una manica.” La storia di un italiano che ama così...