Evilude. Duemilacentoquattordici.

Evilude, fantomatico personaggio dal sesso tutto da decifrare, racconta la sua vita tra presente e passato, giorno per giorno su una piattaforma virtuale.

L'anno è il 2114, un distopico futuro nel quale il mondo è stato “ripulito”, diviso e riordinato dagli ormai soliti noti potenti cinici e sadici: un cliché quasi rassicurante in una narrazione politicamente scorretta, a tratti disturbante, irreale ma non troppo, falsamente fantascientifica, che si dipana “a montaggio”, intervallata dai contributi dei followers del/della protagonista.

Il racconto si interrompe a ridosso dell'avvento di una scontata Nuova Religione con annessa ulteriore prevedibile guerra. Il ciclo della storia che si ripete ancora una volta, banalmente brutale, una profezia-depistaggio che nessuno, men che meno chi l'ha immaginata, vorrebbe vedere avverarsi.

Evidentemente scoperto è il riferimento a “1984” di George Orwell.

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