Onora il babbuino

Che sappiamo, di Cardo? Che è figlio dello sboom degli anni Sessanta e di un carabiniere emigrato nella periferia di Torino con il bozzo per la legge. E che, tutto suo padre, da subito decide che la vita se la sarebbe guadagnata rubando. Appunto. L’apprendistato è con Davide, piccolo figlio di un senatore e di una cardiochirurga, insieme al quale accarezza e perfeziona l’arte del furto e dello scasso in tutte le sue molteplici e variegate forme. Molto altro, di Cardo, non ci è dato sapere. È sfuggente. È furbo. È misterioso. Ma ci mette poco, Cardo, a guadagnarsi sul campo il nome di re incontrastato del suo grottesco reame di emigrati e sbandati, di bar scalcagnati e carrozzerie arrugginite, di puttane, cinesi e di negri. A proteggerlo è Kira, l’enorme leonessa che regna in giardino e non mangia mai meno di cinque chili di carne al dì. Tra donne belle e ballerine deformi, tra gioco d’azzardo e azzardi irripetibili, droghe pesantissime e ancora di più, Cardo riesce nel miracolo di rimanere sempre in equilibrio su una sana e lieve cialtroneria, che condivide con Sergio, Sancho Panza fidato e maldestro. Quello che sappiamo è che stanno architettando l’ultimo grande colpo della vita, quello che salva un’intera esistenza. Per il resto, da Cardo aspettiamoci solo sorprese. Che, pagina dopo pagina, stupiranno noi e, ancora di più, c’è da scommetterci, Cardo stesso.
Con una verve comica unica e irresistibile, infilando la realtà dentro una taglientissima voce ironica, Michele Dalai riesce nell’esito di piazzarci davanti agli occhi l’essenza dell’espediente, e di dare per la prima volta una faccia al mimetico mondo criminale che porta sulle spalle le italiche sorti.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Michele Dalai

La lentezza della luce

La lentezza della luce di

Cos'hanno in comune Zola Budd che correva a piedi nudi e perse la gara più importante del mondo per una crisi di pianto, Richard Norris Williams, il più grande tennista dei suoi tempi, sopravvissuto al Titanic, che tirava solo all'incrocio delle righe, e la gloriosa Aurora Desio, la squadra di basket che terminò una stagione senza vincere nemmeno una volta?A modo loro sono tutti sconfitti, mera...