Life on Mars

Cosa ha portato Zoe a vivere a Tel Aviv, «in questa gabbia di matti a cielo aperto, chiamata Israele»? La location di questo romanzo è il caffè Casbah, dove Zoe bivacca in cerca d’ispirazione per una tesi sulla figura del soldato nel cinema israeliano. Come in una sitcom i personaggi e le loro storie gravitano attorno al bancone del Casbah, qui assistiamo alla rappresentazione della vita di Tel Aviv, attraverso i contrasti e le esperienze dei giovani che abitano la Sin City d’Israele. Hanno molto in comune con i Millennials che vivono altrove, ma qui le radici ebraiche e la perenne tensione del Medio Oriente sanciscono la differenza, in una febbrile pulsazione di vita e di scrittura. Attraverso lo sguardo di Zoe, una giovane italiana anche lei “sospesa” tra Milano, Tel Aviv e il mondo, entriamo nel vissuto di chi sceglie Israele nonostante tutto.

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