Vorrei potertelo dire (Mosaico Rosa)

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Vorrei potertelo dire (Mosaico Rosa)
Autore
Alessia Volonteri
Editore
e-piGraphe
Pubblicazione
19 maggio 2015
Categorie
Sono affezionata a questo romanzo per diversi motivi. Lo scrissi di slancio, appena riuscii a farlo, quando fui pronta a ripensare con il giusto distacco a quei momenti che, come dice Ada, “non potevo dimenticare ma non ero pronta a ricordare”. Anch’io, come la protagonista, molti anni fa ho perso mia madre. E anch’io, spesso, sono andata a correre attorno al lago di Varese.
Ma non si tratta di un romanzo autobiografico: dentro c’è sicuramente il mio dolore e l’attaccamento al lago, la protagonista ha qualcosa di mio, ma non sono io. Da queste righe appare la mia passione per le trasformazioni e la crescita personale. Amo i cambiamenti. Ammiro le persone che crescono, che si mettono in gioco, quelle che si lamentano ma poi fanno qualcosa di concreto per cambiare. Desideravo scrivere di una trasformazione palese, come a volte capita, di quelle che partono da un dolore. Purtroppo, non c’è niente di più efficace di un dolore per maturare. In questo senso, uno sport come la corsa (che in verità ho praticato per poco tempo) risulta di grande aiuto: c’è il confronto diretto con la fatica fisica, la ripetizione di un movimento semplice, la necessità di resistere.
In più è uno sport che si pratica all’aperto. Anche l’osservazione del paesaggio, in questo caso un bellissimo piccolo lago poco conosciuto immerso nel verde delle Prealpi, tende a portare la mente di chi osserva in una specie di “stato di grazia”, simile alla calma-serenità tipica della meditazione.
Lo sforzo fisico salva dalla pazzia, riporta noi stessi alla nostra dimensione umana. Perché siamo corpo e siamo mente. A volte è la mente che influenza il corpo, a volte il contrario. Però, quando mente e corpo lavorano di comune accordo, accadono cose sorprendenti, quelle che succedono ad Ada.
Invidio al mio personaggio l’aver raggiunto la fase finale della sua trasformazione. Io non mi sento ancora arrivata, anche perché, ovviamente, la vita reale è più complessa di una trama letteraria.
Spero comunque che il lettore trovi in questo romanzo, nella storia di Ada uno stimolo per raggiungere i propri obiettivi e migliorare la propria vita. Esiste sempre un margine di crescita. E il dolore è il più efficace dei motori. Come scrive Edgar Lee Masters, un poeta che amo moltissimo:
“… For this is the birth of the soul in sorrow,
A birth with gains and losses.”

(trad. Alessandro Quattrone), da Ernest Hyde, in Antologia di Spoon River, Verona: Demetra, 2001.
Perché questa è la nascita dell'anima nel dolore, / una nascita con guadagni e perdite.

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