Storia del piede e altre fantasie

Questi dieci racconti rappresentano il primo libro scritto da Le Clézio dopo il premio Nobel vinto nel 2008. Le loro protagoniste (perché quasi sempre di donne si tratta) fronteggiano da sole un mondo spietato: tra di esse, Ujine, che deve prendere la decisione della sua vita mentre lotta contro l’umiliazione di un abbandono brutale e distratto da parte del suo amante; Fatou, che trova il coraggio di andare fino in capo al mondo alla ricerca del suo uomo, partito su una barca di disperati; o la vecchia Yama, che riesce a salvare la sua nipotina dalla furia della guerra tenendola nascosta nel tronco di un grande albero, lo stesso che dopo molti anni offrirà nuovo rifugio alla ragazza. Ma, per quanto struggenti siano la solitudine e la fatica nelle quali si dibatte l’umanità periferica descritta da Le Clézio, i toni non sono mai tragici. Piuttosto, il collante di questo universo narrativo è nelle “fantasie” a cui allude il titolo: accenti magici, mitici e irrazionali che percorrono le trame dei racconti e ai quali l’autore affida il compito di una profonda, inesauribile trasfigurazione della realtà.

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