Hai mai fatto parte della nostra gioventù?

Massimiliano Santarossa dipinge un romanzo che trasuda disperazione, solitudine, umanità e voglia di vita da ogni poro. La sua gioventù bruciata è dolorosa ed è come un urlo disumano che squarcia ma non muta il vuoto cosmico dell'esistenza. Un grido di rara bellezza e forza evocativa. Non c'è speranza, non c'è redenzione, non c'è via d'uscita alcuna. Una lunghissima via di palazzoni ultrapopolari. Un lago di cemento verticale. La storia inizia il venerdì e termina la domenica. In mezzo a queste settantadue ore corre l'esistenza del branco. Quattro ragazzi persi, arrabbiati e violenti, diversi in tutto, ma fratelli di strada. Protagonista assoluto il Vez, falegname poco più che ventenne devoto a ogni forma di eccesso e guidato da un unico sentimento: la propria inesauribile rabbia. Attorno a lui gira la vita di un disoccupato tossicodipendente, anima dolce e sconfitta, di un rivenditore di auto aggressivo e cinico e di un giovane dipendente comunale, fantasma umano spinto da una sola volontà: sopravvivere. Un romanzo velocissimo, incalzante, dove il lavoro, lo sballo, i raveparty, la notte labirintica, l'amore tradito e l'amicizia contraffatta ma fraterna fanno da sfondo all'esistenza sciagurata di quattro figli del nostro tempo. Ne esce il quadro potentissimo dei sogni di una generazione senza sogni, della vita nelle periferie cementificate e post-moderne, del Nordest d'Italia sempre più ricco di denaro e povero di valori.

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