ROMANZETTO DI AMORI, DI MARI E DI BATTAGLIE: (Storico diacronico demenziale) (NARRATORI DEL SOLE)

La vicenda si svolge alla metà del IX secolo, ed è ispirata alla figura di Cesario Console il quale, al comando di una flotta mista di navi napoletane, sorrentine, amalfitane e gaetane, sconfisse nell’849 i Saraceni che si accingevano, per la seconda volta, ad attaccare Roma. L’evento è immortalato da un affresco di Raffaello in Vaticano.

In realtà, i cosiddetti Ducati Bizantini, che si dovevano difendere dalle reiterate aggressioni dei Longobardi, dovevano attuare una politica molto elastica con gli Arabi, servendosi di loro mercenari ed anche intrecciando intese temporanee, in particolare, con quelli di Palermo.

Cesario resta però sullo sfondo. L’io narrante, del quale s’ignora il nome, è un suo marinaio, poi comandante di dromone. Durante una missione appunto a Palermo, vengono donate a lui e al Console (Drungarios e Navarco, cioè Generale ed Ammiraglio) due schiavette cristiane.

Si tratta di un romanzetto destinato a due livelli di lettori: il primo è per degli adolescenti, trattando di amori (puliti), lunghe navigazioni, missioni diplomatiche e scontri navali, soprattutto di quello di Ostia. L’altro livello è quello di persone di elevata cultura, specie partenopea, perché quasi ad ogni pagina si trovano citazioni “sfiziose” di opere letterarie canzoni, figure storiche di varie epoche, trame di opere liriche, fatti e personaggi anche recenti e contemporanei, che si sfida il lettore colto a cogliere.

Peraltro il quadro storico nelle grandi linee è assolutamente fedele.

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