L'amante indegno

“La donna deve essere emancipata dicono gli uni, la donna deve obbedire, dicono gli altri. Io ho detto .. la donna deve essere protetta… dai primi, protetta dai secondi e protetta da sé stessa. Perché lasciata a sé stessa, lei correrà dal mascalzone: qualcuna sempre e comunque, qualche altra di tanto in tanto, qualche altra almeno una volta nella vita, e qualcun’altra maledice di non averne il coraggio. È per via di Eva e del serpente.”


Una storia di degradazione e disastro, che ricalca lo schema della tragedia greca. Con impareggiabile destrezza, l'autore dipinge la forza d’attrazione emanata da von Schenius, giunto per una delicata trattativa di matrimonio con la giovane Stefanie, la corruzione ch’egli semina attorno a sé, la tensione da lui suscitata in quelle anime nobili, precedentemente appagate dalla semplice routine quotidiana, e il loro vano tentativo di non soccombere.

Le debolezze dell’animo umano, i desideri inespressi, i cedimenti che inesorabilmente conducono alla caduta, da cui non vi è alcuna possibilità di redimersi, tutto questo traspare dalla trama de L'amante indegno, dove un susseguirsi di colpi di scena conduce a un epilogo in cui i deboli si mostrano forti e i forti finiscono per crollare.

Rudolf Borchardt (1877-1945), scrittore tedesco, fu autore anche del Dialogo delle Forme, Il giardiniere appassionato e del lungo poema epico Durante.

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