Fuochi sotto la cenere: (Il processo Scena - 1a parte:1871/1897) (La Corte! Processi celebri teramani Vol. 6)

E’ noto che il fuoco può “covare” o “dormire”, sotto la cenere e che questa può ricoprire le braci, occultandole, e basta un soffio per ravvivare fuochi apparentemente estinti. Così può avvenire anche per le passioni e per le emozioni, che possono “covare” a lungo, riardere per breve tempo, per poi tornare ad essere, dopo una gran vampata, ancora cenere.

Avviene così anche per alcuni misteriosi delitti, che segnano la vita di Atri, alla fine dell’Ottocento e che coinvolgono rispettati personaggi della cultura e della politica locale. Dopo improvvise quanto inquietanti istruttorie, perlopiù avviate da scritti anonimi, le indagini, dopo brevi e ricorrenti stagioni, tornano ogni volta a “dormire” sotto una spessa, quanto impenetrabile, coltre di cenere, che ostacola l’accertamento della verità. L’assassino di Donna Leonilde Catucci, il furto nel Duomo di Atri, lo stupro e l’assassinio del giovanetto 12enne Luigi Scena sembrano legati da un unico filo conduttore: un pervicace occultamento delle prove.

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