La versione di Josh (La cultura)

Non lontano dalla scintillante Hollywood di fine anni cinquanta, Josh, quindicenne pieno di certezze sul mondo e di dubbi su se stesso, vive con due cani, una scimmietta, un odioso pappagallo e la madre Rita Cydney, attrice decaduta che, oltre alla carriera, ha visto andare in frantumi tre o quattro matrimoni. Josh ha sofferto per anni, nel silenzio di una precoce consapevolezza, le grottesche catastrofi emotive di Rita, sempre abile a scegliere i più mediocri e incostanti tra i corteggiatori. Ben Nichols, affabilissimo sosia di Cary Grant, irrompe nella vita di entrambi un sabato, al luna park. E tutto cambia. In casa entra finalmente un po' di stabilità: è Ben il padre affettuoso che Josh non ha mai avuto? Si sposerà con Rita? Proprio quando il ragazzo si chiede se non abbia trovato la tanto agognata serenità familiare, la tragedia: è un grigio pomeriggio piovoso, e Ben è lì in giardino, con un buco alla tempia, il corpo ormai gelido che ondeggia sul dondolo a righe gialle. Per mesi Josh e la madre si ritrovano sulle prime pagine dei giornali, al centro dell'attenzione, tra poliziotti arroganti e approssimativi, curiosità morbose, pacche sulle spalle, amici di famiglia pittoreschi e spesso meschini. Ma più si susseguono i drammi e gli imprevisti, più Josh riesce ad affinare un'ironia deliziosa e malinconica, che lo aiuterà a fronteggiare la sorte con la confortevole sicurezza che un giorno tutto questo dolore gli sarà completamente inutile.

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