La quarta estate

L'estate che cambierà per sempre la sua vita, quella del 1943, inizia con un lungo viaggio, dal Garda, dov'è nata e cresciuta, a Marina di Ravenna, dove per tre mesi dovrà esercitare la sua professione; sola, per la prima volta. Sa che spostarsi è pericoloso, ma il suo lago è divenuto ormai troppo stretto e ha bisogno di andarsene per dimostrare a se stessa, più che agli altri, chi desidera diventare. Un medico. Una donna. Entrambe le cose. Ma anche così lontano da casa, il pregiudizio l'ha seguita. Quando compare sulla soglia del sanatorio, infatti, le infermiere, le suore, comprendono che, a dispetto del suo nome, Andrea Zanardelli non è il dottore che si aspettavano. C'è stato un errore, a cui però è impossibile porre rimedio. Unico rimprovero, il loro sguardo muto e sorpreso. Comincia quindi nel silenzio quell'estate. Un silenzio spezzato solo dall'inquieto moto delle onde del mare che Andrea non ha mai visto e dalle grida dei bambini che deve curare. Un silenzio lontano anni luce dalla guerra, dalla fine delle illusioni imperiali, dai proclami gridati, dalle divise e dai morti. Ma che non durerà a lungo. Perché quell'estate segnerà una svolta per la storia del paese e per la sua vita. E non sarà più possibile tornare indietro.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Paolo Casadio

La Cà de gévol e altri racconti: Quattro storie del brigadiere capo Evaristo Venturoli

La Cà de gévol e altri racconti: Quattro storie del brigadiere capo Evaristo Venturoli di

Evaristo Venturoli è un piccolo – nonostante la mole - Maigret di provincia. Respira gli umori del paese (la Piangipane degli anni '50), è unanimemente rispettato e considerato un’autorità morale, pur in pensione. Ha i tratti caratteristici dei romagnoli di una volta: sanguigno, corpulento, amante della tavola e del vino. Ogni tanto accade che qualcuno scarti dalla via maestra. Non occorre chia...

il bambino del treno

il bambino del treno di

Prendere la decisione, perché altre non ce ne sono: sabotare il treno, impedirne in qualsiasi modo la ripartita, poiché non esiste un loro, un suo, un mio: soltanto un nostro. Il casellante Giovanni Tini è tra i vincitori del concorso da capostazione, dopo essersi finalmente iscritto al pnf. Un'adesione tardiva, provocata più dal desiderio di migliorare lo stipendio che di condividere ideali....