Lectura Dantis, primavera: 1905

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Lectura Dantis, primavera: 1905
Autore
Ottone Bacaredda
Pubblicazione
12 aprile 2015
Categorie
Estratto:

Erano dame gentili che già inumidirono il ciglio alla pietosa istoria di Francesca o estesiarono l'anima nel sublime inno a Maria — una tragedia e un'apoteosi cantate coi più bei versi del mondo; erano graziose fanciulle che nelle loro visioni vaghe sognarono forse di un amore così intenso così casto e così forte
che sopravvive nell'eternità. Erano figli di Marte e borghesi pacifici, memori gli uni del ventiquattrenne cavalier valoroso a Campaldino, non dimentichi gli altri
che l'inesorato flagellatore dei più potenti e prepotenti tu un ascritto alla matricola degli speziali.
Erano uomini dotti, uomini politici, e letterati ed artisti che tante profonde commozioni cercarono nel meraviglioso Volume, dov* è tutto lo scibile divino ed
umano del tempo, tutta la storia tormentosa di un'età agitata di passioni e di violenza, e dove sono le più recondite bellezze e le armonie più carezzevoli di un
linguaggio sgorgato dal cuore del popolo e fatto nobile augusto perfetto dal genio di cosi sovrano artefice, e tutte le fantasie or soavi ed or terribili di una mente
creatrice, innamorata di ogni forma plastica e ideale di bellezza. ..

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