Mostri e Maestri (Battitore libero)

Quasi cinquemila anni fa, un semplice disegno geometrico al quale venne dato il nome labirinto iniziò a diffondersi in tutto il mondo, permettendo a ciascun contesto culturale in cui si trovava di mutarne forma, dimensione, significato e funzione. L’impressione creata è quella di un groviglio inestricabile di meandri, nei quali è facile smarrirsi. Il labirinto è la rappresentazione di realtà astratte e intriganti, parla della rischiosa complessità del mondo, di vita e morte, di bene e male, di perdizione e redenzione; parla anche di solitudine, di angosce e paure, di segreti gelosamente custoditi. Ognuno di noi ha il proprio labirinto. Nell’accidentato percorso fatto di varianti, incroci, bivi, finte e vicoli ciechi ci misuriamo con il labirinto di coloro di cui incrociamo le vite e le scelte in un caleidoscopico mutarsi di realtà e apparenza. Talvolta un’inesorabile sensazione di smarrimento ci coglie quando una delle nostre scelte ci proietta verso un bivio piuttosto che un altro e al limitare del buio ci attende a braccia aperte l’incertezza e il timore di essere stati inadeguati, di non avere compiuto la scelta giusta. Ma esiste la scelta giusta? Mostri e Maestri è una sorta di viaggio entro e oltre il limite della nostra esistenza. Due i protagonisti, un uomo e una donna, che non si conoscono né si conosceranno, eppure entrambi vedono gli stessi luoghi, attraversano gli stessi bivi, lottano con i propri Mostri, obbediscono ai propri Maestri. Entrambi con il bisogno atavico di fuggire i limiti imposti dal labirinto per spingersi Altrove. Un romanzo che si dipana come un gomitolo di inchiostro novello filo di Arianna che ci spinge a vincere la lotta con il mostro e tornare indietro salvi, ma trasformati e iniziati a un’esistenza diversa.

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