Mr. Mercedes

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Mr. Mercedes
Autore
Stephen King
Editore
SPERLING & KUPFER
Pubblicazione
8 settembre 2015
Valutazione
(1)
Categorie
All'alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro di una cittadina americana colpita dalla crisi economica, centinaia di disoccupati sono in attesa nella speranza di ottenere un impiego. Invece, emergendo all'improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una Mercedes grigia, che spazza via decine di persone. Il killer non sarà mai individuato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo, il vecchio Hodges può contare solo sull'intelligenza e l'esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un'incalzante caccia all'uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita da uno Stephen King maestro della suspense. Questo romanzo, vincitore del prestigioso Edgar Award, diventerà una serie TV.

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Mr Mercedes è un pezzo di merda, ma un pezzo di merda intelligente e un lettore vorace.Stamberga d'Inchiostro

Era il “lontano” 2014 quando approdava Mr Mercedes in ogni libreria e store on-line. Firmata dal Re del brividio, la copertina di questo romanzo colpiva per la sua peculiarità. Le gocce di sangue e l’ombrello blu creano un magnifico contrasto per non parlare del titolo in un rosso sangue che non promette nulla di buono, senza dimenticare il retro copertina. Quanto è bello il furgoncino? Potrei parlare per ore della estetica che calza a pennello al libro, ma non abbiamo tempo. Le sentite le lancette che corrono e quel ticchettio fastidioso che segna lo scandire del tempo? Io sì, l’influenza amplifica i suoni e se vi ritrovate a leggere un romanzo del Re, vi assicuro che in queste condizioni nulla vi è indifferente. Torniamo a noi e dedichiamoci al vero protagonista di questo articolo: il Re. Nel 2009 uno psicopatico con addosso una maschera da clown, a bordo di una Mercedes SL 500, uccide otto persone e ne ferisce diverse. La scarsa visibilità attenuata dalla nebbia gli fornisce la via di fuga perfetta. La macchina ovviamente rubata viene abbandonata dal pazzo omicida, il quale però –per deridere le autorità e dimostrare di essere furbo- firma il suo operato con uno smile sorridente con gli occhiali. Un anno più tardi l’ex detective, ormai pensionato, Bill Hodges riceve una lettera dall’assassino, il famigerato Mr Mercedes, che sembra avere un debole per Hodges tanto da spingersi a tradire sé stesso pur di mettersi in mostra agli occhi di Bill. La sua è una lettera provocatoria, sporca, che ha come fine quello di spingere il nostro protagonista a commettere un tragico atto ben delineato dallo psicopatico. Mr Mercedes o dovrei chiamarlo Brady? (ooops! Spoiler) Ad ogni modo, se il suo scopo è quello di mettere a tacere Hodges si renderà conto che è difficile abbattere un osso duro come l’ex detective, il quale vede in quella lettera una possibilità. Uno squarcio per riaprire la caccia a un fuori di testa, la speranza di provare nuovamente il brivido che comporta la ricerca. Decide quindi di procedere le indagini per proprio conto, avvalendosi dell’aiuto di Jerome, un suo vicino. A Mr Mercedes non piacerà affatto sentire il fiato di un vecchio segugio addosso, farà di tutto per farlo sparire, anche commettendo atti esagerati, come quando ha deciso di riempire la macchina di Bill di esplosivo, ma a rimetterci è stata Janelle, la sorella della defunta Olivia Trelawney (proprietaria della Mercedes SL 500). Sempre più consumato dalla rabbia il killer sembra essere fuori controllo e al nostro ex detective non resta che catturarlo prima che possa commettere ulteriori atrocità. Ci riuscirà? Non sembra la trama di una serie tv? Tenete gli occhi aperti perché presto lo diventerà e vedremo se il materiale proposto dal Re continuerà ad essere fortemente discusso. La lotta tra bene e male è sempre stata una costante dominante in ogni suo romanzo che ho avuto la fortuna di leggere. La sua arte, quella di costruire personaggi “perfetti”, non è svanita. Le sue creature attraverso le loro emozioni, storie, decisioni giuste o sbagliate che siano, sono sempre in primo piano ed è grazie a loro che spesso e volentieri ci siamo innamorati delle loro vicende. Questo è nel suo sangue: l’abilità di permettere al lettore di fare un viaggio a 360 gradi nelle loro menti, esplorandole in profondità e aiutandoci a capire che non sono poi così distanti da noi. C’è chi dice che Mr Mercedes non è King, si sbagliano. Il Re si cela in ogni sua opera e non è perché non c’è la componente paranormale che smette di essere quello che conoscevamo. È una scelta diversa, per una volta è uscito da ciò a cui eravamo abituati ed è riuscito a dimostrare di essere versatile, mutando a puntino, lasciando quel retrogusto amaro, la malinconia di un tempo. In questo specifico romanzo assistiamo a una dimostrazione concreta. Mr Mercedes è l’effetto collaterale di un mondo sempre più distante in cui conta chi ha di più e si perde di vista ciò che è realmente importante. La società spesso e volentieri genera mostri, mostri ai quali vediamo dà loro la caccia, come se li partorisse per crearli e cercarli per dimostrare che il male è ciò che è diverso ed è il bene ciò che trionfa. È davvero così? Non è dunque casuale la prima strage di questo assassino e il mezzo che se ne serve. Non sono una esperta di auto ma la Mercedes SL 500 pare costosa. Un elemento di benessere e lusso sfrenato che colpisce il cuore di una società in frantumi. Questo rende il romanzo terribilmente attuale perché non è una componente solo dei film questa, basta leggere e guardare il telegiornale per capire come ci stiamo sbriciolando lentamente, dominati dal panico, ansia e paura. Ho apprezzato la scelta del Re di svelare l’identità del killer, è come se volesse sensibilizzare la massa a non restare indifferente a ciò che si conosce e a ciò che circonda noi, sempre più zombie dipendenti dagli smartphone. I thriller/gialli non sono solo fatti per scovare chi è l’assassino, in questo caso aiutano anche a riflettere ed è per questo che Mr Mercedes lo rileggerei spesso e volentieri. Stephen King si presenta con un prodotto fuori dai suoi schemi, per una volta sembra aver fatto il passo più lungo della gamba, dimostrando di saper cadere in piedi. Uscendo dalla sua comfort zone è riuscito laddove altri falliscono, spegnendosi talvolta presto. Questo ci aiuta a riflettere. Non importa cosa scriva se c’è il suo nome sopra è comunque in grado di regalarci qualcosa di unico, qualcosa su cui far riflettere e se non ci avete ancora pensato, pensateci. Continua…

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