Uno strano luogo per morire

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Uno strano luogo per morire
Autore
Derek B. Miller
Editore
Neri Pozza
Pubblicazione
12 dicembre 2014
Categorie
«Cosa ci verrei a fare? Sono americano. Ebreo. Ho ottantadue anni. Sono un vedovo in pensione. Un marine».
Sheldon Horowitz non è andato per il sottile la prima volta in cui sua nipote Rhea ha osato chiedergli di trasferirsi da lei e Lars, suo marito, a Oslo. Un ebreo del New England, un ex combattente, capace, durante la guerra in Corea, di premere il grilletto di un fucile con il tocco di un amante e di far fuori la bellezza di dodici uomini, catapultato a Oslo?! tra i ghiacci della Norvegia?!
Dinanzi però alle insistenze di Rhea, stufo forse di vagare da solo per le strade di New York dopo la scomparsa della moglie Mabel, Sheldon ha ceduto ed è andato a vivere nella città in cui la nipote si è fatta strada come architetto e suo marito come sviluppatore di giochi.
Nel quartiere di Oslo dove abita, la popolazione è in maggioranza composta da balcani, pakistani e somali traslocati nel parco locale a masticare incessantemente khat. Sheldon trascorre la maggior parte del tempo a passeggiare oppure a rimuginare, tra le pareti di casa, sul suo passato di cecchino e sul suo non aver fatto colpevolmente nulla perché, anni addietro, durante la guerra inVietnam, Saul, il padre di Rhea, non ci lasciasse le penne.
Un giorno, mentre è comodamente allungato sul divano a leggere un libro di Danielle Steel, sente delle grida provenienti dal piano di sopra. Grida in una strana lingua dai toni acidi e livorosi. Poi tonfi, botte, singhiozzi e passi in avvicinamento, rapidi e regolari, fino a che sulla soglia del suo appartamento non compare una donna. T-shirt, giacca di pelle marrone da quattro soldi, gioielli vistosi e pacchiani, ogni dettaglio in lei dice “Balcani”. Al suo fianco, Sheldon vede un ragazzino di otto anni al massimo, visibilmente terrorizzato. Ai piedi porta stivaletti di gomma blu elettrico con orsetti disegnati a mano sui lati. Il resto del corpo è avvolto in una cerata verde.
Gli eventi precipitano in un istante. Dapprima il respiro e i passi pesanti di chi è in cerca dei due fuggitivi sulle scale, poi dei colpi sulla porta e, infine, la donna che spalanca gli occhi, spinge il bambino verso Sheldon, mima con le labbra parole che lui non comprende, e corre su per le scale, incontro ai suoi inseguitori.
Annoverato tra i migliori crime e thriller dell’anno dal Guardian, dall’Economist e dal Financial Times, Uno strano luogo per morire ha svelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Derek B. Miller, un narratore che «si unisce alla schiera dei Jo Nesbø, Stieg Larsson e Henning Mankell, la santissima trinità degli scrittori di crime scandinavi» (Booklist).

ECONOMIST TOP FICTION LIBRO DELL’ANNO
FINANCIAL TIMES BEST BOOK DELL’ANNO GUARDIAN BEST CRIME E THRILLER DELL’ANNO
KIRKUS REVIEWS BEST CRIME DELL’ANNO

«La letteratura crime ha una nuova stella. Miller ha davanti a sé una grande carriera».
Times

«Un romanzo ricco di personaggi credibili e con un eroe grandioso. Eccezionale!»
Herald Sun

«Ha l’anima di un romanzo letterario e il corpo di un thriller».
New York Times

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Uno strano luogo per morire di Derek B. MillerRecensioniLibri.org

Oslo, Norvegia. Dopo aver perso la moglie, Sheldon Horowitz viene convinto da sua nipote Rhea a lasciare New York e trasferirsi ad Oslo, dove lei vive col marito Lars. Durante i giorni in solitudine, iniziano i suoi ricordi, giorno dopo giorno, sempre più vividi, del periodo della guerra, andando con la mente a quando morì suo figlio, a quando nacque Rhea, a quando la vita con Mabel era semplice e spensierata. C’è chi possiede... Continua…

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