La piramide di fango (La memoria)

Sono giorni di pioggia a Vigàta, quegli acquazzoni violenti e persistenti che non danno requie, fiumane d’acqua scatenata che travolgono case e terreni lasciando dietro di sé un mare di fango. È in una di queste giornate che un uomo, Giugiù Nicotra, viene trovato morto in un cantiere, mezzo nudo, colpito da un proiettile alle spalle. Aveva cercato scampo in una specie di galleria formata da grossi tubi per la costruzione di condotte d’acqua. L’indagine parte lenta e scivolosa, ma ben presto ogni indizio, ogni personaggio, conduce al mondo dei cantieri e degli appalti pubblici. Un mondo non meno viscido e fangoso della melma di cui ogni cantiere è ricoperto.
Districandosi tra tutto quel fango nel quale «sguazzariano» costruttori, ditte, funzionari pubblici, una cosa Montalbano non riesce a togliersi dalla testa: che Nicotra, il morto, andando a morire dentro alla galleria, avesse voluto comunicare qualche cosa.

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La piramide di fango di Andrea Camilleri, il ritorno di MontalbanoRecensioniLibri.org

Usciva nel 1994 la prima avventura del commissario Montalbano, ve lo ricordate? La forma dell’acqua si chiamava. Quasi una scommessa, anzi no, una vera e propria scommessa: Camilleri sceglie di scrivere nel suo idioma natio, il siciliano, e racconta così del commissario e delle sue avventure. Scommessa vinta alla grande direi. Sono seguiti 28 libri (più qualche raccolta) e una serie televisiva con Luca Zingaretti come protagonista... Continua…

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