Alicia e l'effetto del microscopio

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Alicia e l'effetto del microscopio
Autore
Trinacria
Pubblicazione
13 febbraio 2014
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Alicia, immaginaria città siciliana (verosimile, così come, all’inverso, percorrendo le vie delle località sicule si ha spesso l’impressione di essere in un film di Camilleri), è nata da un inganno e così continua a vivere sia per colpa dei suoi più indegni figli che per l’ottusa e subdola visione di qualche suo titolato amministratore immigrato dal nord, genuinamente proteso a civilizzarla ma di fatto corrotto dal suo cibo e dal suo clima e incapace di coglierne i veri vizi, di cui è, peraltro, autonomamente e inconsapevolmente affetto.

Dall’incrocio di episodi di cronaca giudiziaria, nera e politico affaristica, nell’assolata terra di mafia siciliana, emergono figure contraddittorie e accadimenti indecifrabili, salvo che nella rappresentazione interessata dei tanti attori comprimari, alcuni dei quali inducono in errore il Pubblico Ministero Francisco.

Il microscopio, lo strumento che conduce materialmente alla soluzione del giallo, è insito nell’essenza umana del protagonista, ma molto raro nella società Alicese, nei cui vicoli, al profumo delle succulente pietanze locali, si contrappone una realtà fatta di povertà, apatia e disordine.

Il giudice Francisco manifesta con l’insonnia e gli incubi il timore di privare ingiustamente un uomo della propria libertà e con fugaci stati depressivi l’incomunicabilità con una società egoista e spregiudicata.

Sarà il suo fedele collaboratore e amico, il capitano Salemi, a porlo di fronte alla verità, usando il microscopio per indagare nella psiche di Francisco.

D’ispirazione e, in parte, anche d’idioma “Camilleresco”, il romanzo mira a lasciare al lettore un proprio messaggio, veicolato da una racconto di fantasia reale…

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