ANNA delle MERAVIGLIE: ROMANZO a DUE VOCI

“Anna sollevò gli occhi dal video...

Si accorse, con qualche senso di colpa, che invece di prepararsi per l'ufficio si stava avviando a leggere un romanzo!

------------- Original Message
From: VLADIMIR To: anna@why-worry.com
-------- Subject: Re: IL ROMANZO di VLADIMIR ----------
così era entrato sullo schermo del suo PC all’indirizzo elettronico che condivideva con Gabriele, il suo fidanzato …”

Inizia così una settimana che si rivelerà cruciale nella vita di Anna, professionista dell’informazione giornalistica, che divide la sua attività tra la natia Milano e l’amata Roma.
Una settimana nella quale Gabriele, suo compagno e dirigente della Global Energy Outlook, scompare durante un Congresso a Lucerna.
Durante quella settimana Anna si rende progressivamente conto che l'unico filo che la tiene in contatto con Gabriele è proprio ‘Il Romanzo di Vladimir’, che porta Anna ed il lettore ad incontrare personaggi e ambienti inusuali a Kiev, Tiraspol, Odessa, Istanbul, Salisburgo, Ginevra, Monaco, Kerç oltre che a Milano e a Roma, permeando sempre più le complesse avventure della fiction nella sua realtà quotidiana, fino ad assimilarsi ad essa …
“il Romanzo … sì, il Romanzo non è altro che una comunicazione criptata, in codice insomma …
… e Gabriele l’ha scritto o aggiornato dopo il 2 giugno e …
l’ha scritto proprio in queste settimane perché temeva che potesse succedergli quel qualcosa che poi gli è successo e che io non so!…
… o che non capisco.
Qualcosa che non poteva dirmi in chiaro, ma che io avrei dovuto capire. Subito!…”
Rabbrividì Anna, al pensiero di come sentisse su di sé la mano di Gabriele, che, pur assente e lontano, la guidava verso un compito da lungo preparato e che lei sentiva di voler seguire con impazienza crescente.
E sarà proprio questa assimilazione che consentirà a Anna stessa di trovare, proprio ne 'Il Romanzo di Vladimir', la "chiave" per ritrovare Gabriele.

… il telefono squillò.
Assunta un’aria di dignitosa e composta deferenza, il giovanotto, ritto in piedi, interloquiva con frequenti ”Da, Ghieneral … Da, Ghieneral …” e brevi interrogazioni in russo.
Terminata la sua telefonata, ripassò il ricevitore ad Anna:
“Bene, Anna! Ora puoi raccontare tutto a Murat!”
Ora Aleksandr Puskin, l’uomo che Rocco definiva una leggenda, le dava del tu, pensò Anna sempre più emozionata.
“… Poi non sarai più disturbata e anche se vedrai facce nuove attorno o dietro a te, stai tranquilla: sono lì per la tua sicurezza. La prossima telefonata la riceverai da me o daaa …
Qui si fermò, come se attendesse una risposta, una reazione da Anna, la quale per l’emozione si tratteneva dallo sfogare in un pianto isterico il nodo che in quella settimana le si era via-via serrato in gola.

Una settimana che si rivelerà cruciale nella vita di Anna, anche per stimolare riflessioni personali e professionali, che la porteranno ad una revisione fondamentale della sua esperienza professionale ed esistenziale …
Ed infatti, proprio alla fine di quella settimana (e del romanzo)…
“… anche una nuova Anna era cresciuta: una nuova consapevolezza la pervadeva …”.

Si tirò il portone di casa dietro di sé e girò lo sguardo attorno su quella sua realtà quotidiana, che ora le apparve anch’essa con occhi nuovi, come se un velo si fosse dissolto davanti a lei.
… e vi si immergeva priva di ansie, di timori, di speranze o delusioni, di recondite apprensioni: residui d’infanzia.

Non più meraviglie, non più realtà virtuali, da inventare, da adattare, da imporre agli altri o alle quali doversi adeguare!
Non più tempo rubato agli altri e a se stessa, ma una realtà più …“Concreta!” si disse a mezza voce, con la mano proteggendosi istintivamente il ventre nel salire in macchina:

“Forza, Susy, basta con chiacchiere, smorfie e capricci! Forza, ché abbiamo davanti una settimana piena di cose da ... fare: dobbiamo andare a tirar fuori Gabriele dal suo Romanzo"

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