Pronto, parla l'assassino...

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Pronto, parla l'assassino...
Autore
Roberto Renzi
Editore
Roberto Renzi
Pubblicazione
11 febbraio 2014
Categorie
Alex Castelli, giornalista in pensione , dopo la morte della moglie si trasferisce da Milano a Finale Ligure dove possiede una villa e scrive libri gialli di un certo successo.

Ogni mattina scende in paese e comperare i giornali ed a bere un caffè al bar Graniglia dove scopre che alcun personaggi finalesi , tutti pensionati , si radunano per scambiarsi pettegolezzi, notizie, scandali, liti, successi e fallimenti dei loro concittadini. Hanno anche fondato un club a cui hanno dato nome “La banda dei Gufi”.
Sono tutti personaggi un po’ originali, alcuni con una notevole cultura, posizione sociale e personalità. Come Astor Salmini che ha il suo laboratorio in una ex chiesa senza campanile. Come il professor di fisica e chimica Giorgio Carapelli che, avendo una moglie pittrice amante dei colori più vivaci, ha fatto dipingere tutte le persiane della villa con colori diversi ed è per questo in lite continua con il sindaco.
Il libro inizia con Alex che va a ritirare la sua auto dal meccanico. Per provare i freni si avvia su una strada che sale verso le colline e raggiunge una località chiamata Pian dei Corsi. A piedi si avvia, fra le piante per raggiungere il punto più alto per vedere il panorama sul mare e qui, appeso al ramo di una quercia secolare, scopre il cadavere di una ragazza. Il corpo è trattenuto da una fune che le passa sotto le braccia. E’ completamente vestita con jeans, stivali, un maglione bianco e a un foulard di seta attorno al collo. Il petto è macchiato di sangue. Alex chiama i carabinieri di Finale e nell’attesa si appropria del foulard, che darà inizio alle sue indagini parallele a quelle condotte dal colonello Olimpini, che Alex aveva conosciuto quando lavorava come cronista in un quotidiano milanese.
La ragazza uccisa si chiama Giuditta Pinardi , 22 anni, operaia nell’Industria “Farmaceutica Enrico Belforte”, uno stabilimento a Finale Ligure che dà lavoro ad una cinquantina di persone. Alex, grazie alle informazioni che riesce ad ottenere dai suoi amici Gufi, riesce a ricostruire una serie di vicende del passato che sembrano in qualche modo legate a questo delitto: la morte di una ragazza avvenuta tre anni prima, con modalità molto simili, la morte in un incidente d’auto della moglie del titolare dell’azienda farmaceutica. Conosce anche Carlotta Delvasto, formalmente segretaria, ma in pratica amministratrice dell’azienda, di nobile famiglia finalese, appassionata collezionista di tarocchi, e un giovane pittore, psichicamente instabile, i cui dipinti hanno inquietanti riferimenti ai delitti “della quercia”. Lo stesso Alex subisce un incidente che appare sospetto. La sua ricerca lo porta a esplorare lo storia di un passato ancora più lontano, addirittura secolare, alla scoperta di legami familiari e di interesse inaspettati. E nello stesso tempo, attraverso incontri con una serie di personaggi ricchi di umanità, a ricostruire i movimenti più recenti delle vittime e dei sospettati. Alla fine sarà lo stesso assassino, o assassina, a tentare nuovamente di toglierlo di mezzo e, una volta sfuggito alla cattura, a telefonargli e a fornirgli, in un delirio di onnipotenza, le tessere mancanti alla sua ricostruzione. E prima del drammatico finale, non sarà facile per Alex illustrare ai suoi amici Gufi, davanti a un aperitivo, tutti i risvolti dell’intricata vicenda.

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