TERESA: ... Non è un luogo felice

Un cimitero è un cimitero. Ma è anche un luogo felice?

Un fil rouge unisce il racconto, triste e a tratti angoscioso, di Teresa, donna cupa, piena di sottintesi e poche certezze. Venduta, a un soldatino obbediente agli ordini che accetta per paura e sceglie per adesione, dal padre tiranno, per un fatale errore di gioventù. Una storia che si dipana in mezzo a molte vite, trascurate e vittime del tempo che interpretano.
Teresa vive, macina anni in attesa di un futuro migliore. Uccide, senza pietà, per vendetta. Vestendo ora gli abiti del carnefice, ora della vittima. Nessuna avversità la piega, nessun accadimento riesce a mitigare l’odio viscerale che prova per tutto quello che non può avere. Cade e si rialza, come una pedina di un domino perenne, incapace di accettare i limiti di un’esistenza dalla quale ha saputo imparare molto poco.
Anche se può apparire un giallo, è un romanzo che racconta la vita, più vite, di persone normali. Come ce ne sono molte, capaci, più di altre, a tacere al mondo, rancori e sofferenze. Ed è per questo che anche un cimitero, in mezzo a tanto strazio, può diventare, a tratti, un luogo felice.

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