Il musicista e l'imperatore (Il racconto nel tempo)

A Puteaux, in una villa nei sobborghi di Parigi, Vincenzo Bellini si sta lentamente spegnendo. Lo assiste il giardiniere Joseph Hubert, figlio di un militare dell’esercito napoleonico, che senza dubbio se la sa cavare meglio con i fiori che con la malattia. Nel tepore della stanza al piano di sopra, il musicista ripercorre in una trasognata agonia i momenti più significativi della propria esistenza fatta di suoni, di figure, di lingua materna, di gloria perduta. E il figlio del vecchio soldato, nel silenzio delle cure per un corpo che si consuma, torna con la mente ai racconti del padre, alle campagne napoleoniche e all’Imperatore che come Bellini moriva solo, a Sant’Elena, sognando trionfi passati e rivalse improbabili.
Nella villa, oltre a Hubert, due padroni di casa troppo affaccendati nello sfuggire alle proprie meschinità, un dottore pratico di medicina quanto di artiglieria e una petulante servetta. Fuori, intanto, gli amici se la spassano giocando a whist nei salotti, mentre colleghi invidiosi, amanti perdute, vedove e reduci continuano la loro vita volgendo solo di tanto in tanto lo sguardo verso la finestra, lassù. Nessuno è escluso da questo racconto, che si radica in un episodio piccolo e si estende ai grandi eventi della Storia.
Vincenzo Bellini e Napoleone Bonaparte, un musicista e un imperatore: entrambi ufficialmente morti per cause naturali. Ma forse assassinati. Da Catania a Parigi a Sant’Elena, tra storia e vita, mito e verità, quotidianità, grandezza e una sconfinata struggente solitudine.

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