Tintura d'odio

Lo sguardo era fisso nel vuoto, gli occhi rossi come due sfere infuocate dai quali cadeva silente il sangue degli angeli. Ho ancora in mente il suo viso, dolce e innocente, e la sua soffice voce spezzata dal pianto, quando le puntai sulla tempia la gelida canna della pistola e premetti il grilletto senza esitare. Il corpo
cadde lentamente al suolo, si distese con eleganza prima sulle fragili ginocchia poi adagiando a terra il morbido seno, e in un istante, in un battito di cuore timoroso e fiacco arrivò la morte; la vidi chiaramente attraverso i suoi bellissimi occhi di smeraldo, così freddi e impauriti, ed il mio corpo fu pervaso da un misterioso
brivido di piacere. All’improvviso la mano con la quale peccai, cominciò a tremare instancabilmente, sempre più forte, tanto che non smise per ore.
Che cosa ho fatto?
Perché l’ho fatto?
Isabella, scandisco il suo nome per tenerlo a mente, vittima innocente del triste fato, di una sorte nefasta alla quale nessuno può sottrarsi. Inutile la fuga, le tenebre sono in agguato, sempre e ovunque. Un altro copioso tributo di sangue per dissetare gli animi impetuosi e le carni divine degli Immortali.

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