Tra le ombre

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Tra le ombre
Autore
Daniele Torquati
Editore
Daniele Torquati
Pubblicazione
5 febbraio 2013
Categorie
Nota: in fondo alla lista dei racconti è riportato un estratto dal primo.



“Tra le ombre” è il titolo di uno dei racconti gialli e noir scritti tra il 2009 e il 2012, contenuti in questa antologia. Alcuni sono giunti in finale a concorsi nazionali.

Ognuno di questi racconti è stato scritto con lo stesso impegno e passione, nel tentativo di narrare storie plausibili, alcune volte al limite del pratico, come capita nelle fiction.

Nessuno degli avvenimenti o dei personaggi nasce da specifici fatti di cronaca.



I racconti contenuti:



“La scelta migliore”. Finalista al concorso Garfagnana in giallo 2010. La trama rivela poco a poco il motivo della fuga dei due protagonisti nel territorio garfagnino (la Garfagnana è un territorio montuoso in provincia di Lucca, in Toscana, e si sviluppa lungo il corso del fiume Serchio).



“Tra le ombre”. Finalista al concorso Molise in giallo 2010. Ambientato tra Castel San Vincenzo e Isernia.



“Nessuna rinuncia”. Finalista alla prima edizione di Biblioteche pistoiesi in giallo (2009). La particolarità stava nell’ambientare un giallo in una delle due biblioteche comunali.



“La barriera permeabile”. E’ un giallo ambientato nella campagna di una regione non definita e affronta un tema grave e attuale.



“Verità senza certezze”. Finalista al concorso Garfagnana in giallo 2011.



“Fuori controllo”. Ha ottenuto un premio speciale al concorso Delitto d’autore 2009. Un incidente, il rapimento di una ragazza.



“Negazione di un esilio”. Segnalato al concorso Delitto d’autore 2010.



“Due minuti”. La storia è ambientata nel comune di Stresa, sul lago Maggiore.



“Correnti di marea”. Ambientato a Venezia. E’ la storia di un omicida seriale che periodicamente lascia galleggiare in laguna una cassa nera con i resti sezionati delle sue vittime.



Estratto da “La scelta migliore”



Il vagone passeggeri era deserto. Piero si scoprì a sorridere. Strana sensazione. Gli eventi recenti avrebbero dovuto farlo disperare. E lui sorrideva.

«Stupido.»

Non poté fare a meno di rimproverarsi ad alta voce.

Larysa aprì gli occhi e lo guardò tra stupore e preoccupazione. Era la prima parola pronunciata dall’uomo nell’ultimo quarto d’ora, dopo la partenza da Aulla.

Piero avrebbe potuto dire un milione di cose per commentare ciò che era accaduto a Sarzana due ore prima. Se ne era uscito con una parola semplice, che riempiva di preoccupazione il cuore della ragazza.

Larysa chiuse di nuovo gli occhi, tra le lacrime asciugate sul mascara ormai informe. Cercò di abbracciarsi con la giacca procurata da Piero. L’aveva indossata in fretta nel tragitto autostradale.

L’uomo sorrise ancora. Quel treno gli era così familiare. Ogni casa, ogni porzione di vallata, ogni montagna era legata ad un ricordo. Settantasei anni di vita, di cui trenta in servizio su quella linea, non si scordano in pochi anni di pensione. Nemmeno se qualcuno tenta di allontanarti con la forza.

Piero non aveva mai accettato una vita diversa con la figlia in quella casa lungo la costa. Il desiderio del ritorno non si era mai sopito. La Garfagnana non era solo là fuori. Era anche nel suo cuore e la sentiva pulsare con una forza che raggiungeva facilmente il profondo dell’anima.

Cercò una posizione migliore sul sedile. Nonostante fosse settembre e le giornate ancora tiepide, la sera portava sempre un certo freddo. Posizionò meglio la giacca, che in quella mossa aveva mostrato un rigonfiamento. Infilò la mano nella tasca interna. Si guardò intorno. Non conosceva il conducente, interessato solo al percorso. Sul treno non era presente altro personale. Prese la pistola. Aprì il tamburo. Erano visibili tre bossoli, ma solo due avevano ancora l’ogiva. Estrasse il bossolo della cartuccia sparata, aprì il finestrino e lo gettò tra i rovi, perdendosi rapidamente. Larysa aprì brevemente gli occhi. Il finestrino si richiuse. Nessun pericolo. Tornò a riposare.

Rimanevano due colpi. Piero sapeva che prima o poi li avrebbe esplosi, ma non sapeva

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